Napoli 10 febbraio commemorazione martiri Foibe

Per non dimenticare la < "rossa carneficina" - impunita > AZIMUT - INFORMAZIONE

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Con l’istituzione del “Giorno del Ricordo” il Parlamento ha dato finalmente voce alle vittime italiane che dal 1947 al 1954 subirono il genocidio nelle foibe istriane. Il 10 Febbraio 1947, fu firmato il trattato di pace a Parigi che impose all’Italia la cessione alla Jugoslavia di Zara in Dalmazia, dell’Istria con Fiume e di gran parte della Venezia Giulia, con Trieste costituito in territorio libero e ritornato poi all’Italia alla fine del 1954. Si trattò di una rinuncia veramente dolorosa e che la Jugoslavia di Tito rese ancora più pesante mettendo in atto gesti di inaudita ferocia ai danni degli italiani costretti all’esodo. Oltre ventimila le uccisioni dei connazionali che prima di essere gettati nelle foibe (cavità carsiche profonde fino a 200 metri) subivano ogni sorta di tortura, intere famiglie italiane furono massacrate, molti venivano legati con filo spinato a cadaveri e gettati nelle voragini vivi, nella sola foiba di Basovizza vennero ritrovati quattrocento metri cubi di cadaveri. L’esodo fu drammatico, l’identità italiana veniva sradicata con ogni mezzo. Il 10 Febbraio 2006, quindi, in tutta Italia e ad Ostra Vetere, sarà il momento per raccogliere, nel giusto silenzio, la voce dei nostri italiani vittime e martiri delle foibe che per troppo tempo sono stati dimenticati, in un abbraccio di pensieri a loro rivolti, pensieri che sicuramente sono rimasti vivi nella memoria dei sopravvissuti.Tutto pronto, quindi, per celebrare la “Giornata nazionale del Ricordo”, in segno tangibile di ossequio e commemorazione. E dopo aver intitolato lo scorso anno i Giardini situati nella frazione di Pongelli ai MARTIRI DELLE FOIBE, si terrà, venerdì 10 febbraio nella sala “On. Agostino Peverini” della Residenza municipale a partire dalle ore 11, una cerimonia pubblica alla presenza anche di una rappresentanza degli studenti delle scuole di Ostra Vetere, nel corso della quale si osserverà anche un minuto di silenzio. [ * Uff. Stampa : Ferruccio Massimo Vuono : massimovuono@libero.it ]

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