il giorno del ricordo Le vittime delle foibe

Foibe nella roccia? e di roccia anche il cuore. Legge 30 marzo 2004, n. 92 «Istituzione del "Giorno del ricordo" in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati". Da ormai molti anni la nostra Associazione identità europea si occupa della memorie dimenticate. Per una di queste, vicina a noi per natura nazionale ma relegata nell'oblio del dimenticatoio per molti (troppi) anni, finalmente è stato istituito un "giorno del ricordo" che in parte consente a questi italiani (istriani-fiumani e dalmati) un riconoscimento almeno simbolico del loro dramma. Proprio l'anno scorso la nostra Associazione identità europea Area Emilia ha organizzato una conferenza inerente al tema sopraindicato continuando un percorso denominato «Tra oblio e risentimento: per una dignità della memoria». Il relatore era Marco Pirina, da sempre impegnato nel riaccendere i riflettori su argomenti quasi del tutto ignorati dalle pubblicazioni ufficiali: per molti anni, infatti, informazioni, studi e dibattiti sono stati relegati a determinati ambienti politico-culturali e snobbati e ridicolizzati se non completamente ignorati da altri. Analoga situazione ha riguardato il genocidio Armeno e, seppur per ragioni diverse, non se n'è parlato per decenni, per non "incrinare" determinate relazioni internazionali. A tal proposito è stato finalizzato l'impegno da parte dei nostri soci fin dal 2002 attraverso il progetto "Memorie di sangue", unicum a livello nazionale che prevedeva allo stesso tavolo la presenza di esperti del genocidio degli ebrei, degli armeni e delle foibe.

Vanno inoltre ricordati i Progetti realizzati tra il 2004 e 2005 tra cui la conferenza del professor Vignoli sul “Ritorno di Trieste” e il Convegno a Palazzo Farnese “Armenia: la memoria, il dolore e le sfide di oggi (con gli studenti delle scuole medie e superiori) e relativa mostra di Armin T. Wegner e gli armeni in Anatolia, 1915. Immagini e testimonianze a cura del professor Agop Manoukian. Tali iniziative hanno riscosso un notevole successo proprio per i temi trattati non conosciuti e non affrontati adeguatamente nei testi scolastici.
Ciò che noi vogliamo evidenziare è che la storia deve essere strumento di ricordo oggettivo, che prescinda da motivazioni politiche, ricordando ai lettori che la storia passata e più o meno contemporanea è ricca di stragi dimenticate e occultate, quindi è necessario combattere ogni giorno il velo di menzogna seminato da chi per interesse (e non solo) vuole nascondere verità tragiche.
Antonio Verde

Michele Agosti,
Stefano Mulazzi
Associazione culturale identità
europea area Emilia

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