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L'Artista

Angelo Branduardi - autobiografia: Racconto di un viaggio

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 05/02/2005

All'inizio degli anni '70 ero un ragazzo secco come un chiodo, con una gran testa di capelli ricci ...ero diplomato in violino al Conservatorio di Genova e suonavo la chitarra alle sfilate di moda, con un improbabile look da paggio rinascimentale...

A Milano frequentavo la facoltà di Filosofia alla Statale e lì incontrai Luisa. Lei scriveva poesie... io componevo musica: ci completavamo a vicenda. Cosi nacquero le mie prime canzoni e la nostra complicità: per quello che ho cercato di rubare alla vita, lei mi ha sempre tenuto il sacco. Il mio primo progetto discografico non vide mai la luce, nonostante contenesse già delle canzoni che fecero poi la mia fortuna, una per tutte: "Confessioni di un malandrino", della quale ho inserito in questa  raccolta la primissima, inedita, versione del '71.
A vent'anni, come è giusto che sia molto spesso in me il cuore aveva la meglio sulla ragione e cosi, nelle lunghe ore che passavo al bar della mia casa discografica, in attesa che qualcuno là in alto si ricordasse di me, presi una decisione: la persona giusta per me era Paul Buckmaster. Paul in quel momento era il più grande e non solo per me; era l'arrangiatore che aveva inventato il suono del primo Elton John, stravolgendo in senso ritmico l'uso degli archi. Mi procurai l'annuario di Billboard, trovai il contatto, gli scrissi e lui venne a Milano.
Cosi... semplicemente perché, leggendo la mia lettera aveva "sentito” che io ero "donato" e che lui doveva venire da me... questa fu la sua sola motivazione e la mia fortuna. Ovviamente la presenza di Paul mi spalancò ogni porta e la mia carriera ebbe inizio.
E dopo Paul venne Maurizio.... Maurizio Fabrizio è stato per la mia musica il compagno più importante: ha arrangiato i miei dischi "storici" e, in varie riprese, ha suonato con me sui palchi di tutta l'Europa. lo non amo in modo particolare la chitarra, ma il mio “accrocchio” con lui è perfetto: musicalmente parlando, Maurizio è l'altra metà della mia mela. Una sera, a Roma mi venne a cercare Dori Zard e mi presentò in seguito a suo fratello Davide. [continua].

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