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Canzoni

Alla Fiera dell'Est

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 05/02/2005

La canzone di Branduardi per antonomasia. Ma molti, soprattutto i più giovani, conoscono la canzone ma non l'autore, segno evidente che è entrata nel repertorio popolare, e questo è un piccolo segno di "immortalità".

foto intervento

La canzone del cane che morde il gatto che mangia il topo...Una semplice filastrocca? Niente affatto. Dice Angelo: « Si chiama così perché una volta i mercati, le fiere prendevano il nome dal punto cardinale verso cui si situavano. È molto liberamente ispirata a un canto pasquale ebraico. Musicalmente c'è un motivo mitteleuropeo e uno arabo mescolati insieme. L'oboe e la tromba per la tradizione medioevale europea, i violini all'unisono per la tradizione arabo-orientale. La canzone ha una forma iterativa, una forma di ripetitività costante che affascina. Come per La serie dei numeri ».

Had Gadjà (1)


C'era un capretto, un capretto che il babbo aveva comprato per due zuzim (2), Venne un cane e morse il gatto che  aveva divorato il capretto comprato dal babbo per due zuzim. Venne un bastone, e percosse il cane, che aveva morso
il gatto, che aveva divorato il capretto comprato dal babbo per due zuzim. Venne il fuoco, e bruciò il bastone, che aveva percosso il cane. che aveva morso i] gatto, che aveva divoralo il capretto comprato dal babbo per due zuzim.
Venne l'acqua e spense il fuoco, che aveva bruciato il bastone, che aveva percosso il cane. che aveva morso il gatto, che aveva divorato il capretto comprato dal babbo per due zuzim. Venne un bove e bevve l'acqua, che aveva spento il
fuoco, che aveva bruciato il bastone, che aveva percosso il cane, che aveva morso il gatto, che aveva divorato il capretto comprato dal babbo per due zuzim. Venne un macellaio, e uccise il bove, che aveva bevuto l'acqua, che aveva spento il fuoco, che aveva bruciato il bastone, che aveva percosso il cane, che aveva morso il gatto, che aveva divorato il capretto comprato dal babbo per due zuzim. Venne l'angelo della morte, e uccise il macellaio, che aveva ucciso il bove, che aveva bevuto l'acqua, che aveva spento il fuoco, che aveva bruciato il bastone, che aveva percosso il cane. che aveva morso il gatto, che aveva divorato il capretto comprato dal babbo per due zuzim. Venne il Santo, benedetto Egli sia, e uccise l'angelo della morte, che aveva ucciso il macellaio, che aveva ucciso il bove, che aveva bevuto l'acqua, che aveva spento il fuoco; che aveva bruciato il bastone, che aveva percosso il cane, che aveva morso il gatto, che aveva divorato il capretto comprato dal babbo per due zuzim.

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(1) Questo antichissimo caratteristico ritmo popolaresco,tanto noto fino ad esser divenuto proverbiale, può considerarsi illustrazione e commento a mezzo di esemplificazione, del passo di Ecclesiaste V. 7: « Se vedi nel paese l'oppressione del povero e la violazione del diritto e della giustizia, non ti stupisca il fatto; perché uno più alto vigila su chi è alto, e c'è su di loro chi sta più alto ancora ». Il capretto è Israele oppresso. Gli altri elementi che figurano nel canto sono altrettanti strumenti, coscienti o no, della giustizia divina, che volta a volta puniscono e sono puniti.

(2) Zuzim è il plurale di Zuz, moneta ebraica d'argento. Quattro zuzim equivalevano a uno Shéqel, la moneta tipo nel Pentaleuco.

Album: Alla Fiera dell'Est - 1976

FONTE: "Canzoni" di Giampiero Comolli ed. LatoSide 1979 pagg. 113 -114

Pastello: "Alla fiera dell'Est" di Alberto Melari

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