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L'Artista

Angelo Branduardi - autobiografia: Racconto di un viaggio (II)

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 07/02/2005

All'inizio degli anni '70 ero un ragazzo secco come un chiodo, con una gran testa di capelli ricci ...ero diplomato in violino al Conservatorio di Genova e suonavo la chitarra alle sfilate di moda, con un improbabile look da paggio rinascimentale...

Seconda parte

...I fratelli Zard, con la loro grande famiglia, produssero i miei concerti più grandiosi: dalla "Fête dell'Hunanité", 200.000 spettatori a Parigi nel 1979, alla “Carovana del Mediterraneo” dell'80.
Con loro ho girato in lungo e in largo e con grande successo tutta l'Europa, ponendo le basi per quella che è ancora oggi la mia attività al di fuori dell'Italia.
In quegli anni, per tradurre ed adattare i miei testi, venne da Londra Pete Sinfield dei King Krimson, "very british", colto e raffinato. E da Parigi venne Étienne... Roda-Gil, guascone, grande e grosso, sempre esagerato... purtroppo non c'è più...e mi manca.
Nell’83 cominciai a lavorare per il cinema e così incontrai Luigi Magni, grande regista e grande esperto della Roma dei tempi andati. Gigi mi ha insegnato come si lavora ad una colonna sonora e lo ha fatto così bene che con lui ho vinto, in un colpo solo, il “David di Donatello” ed il “Nastro d'Argento”.
Poi, sempre lavorando per il cinema, Michael Ende, il sognatore di "Momo" e della "Storia infinita" e poi il grande maestro Ennio Morricone che mi ha fatto l'onore di scrivere per me la musica del “Sa1mo” e di volermi in concerto con lui...e poi... e poi... Faletti.
Giorgio, che per me ha scritto testi e poi è diventato l'amico a1 quale voglio bene, cosi bene da fargli da cavia per l'anteprima dei suoi libri.
Scorrendo la lista dei titoli di questa raccolta, ora leggo la mia vita come un viaggio... un viaggio su di un treno che ancora sta correndo.
Su questo treno io sono salito al volo, ormai trent'anni fa.., ad ogni fermata qualcuno è salito, ha percorso un tratto di strada con me e poi...è sceso. In questi anni sono stati molti i compagni di viaggio: qualcuno forse risalirà, qualche fennata più in là. Qualcuno non lo rivedrò più... purtroppo
o, a volte, per fortuna. Non tutti sono buoni compagni. 
Comunque sia io, da solo o in compagnia, continuo ad andare perché, come dicono i veri viaggiatori, quelli con poco bagaglio ed, i1 taccuino sempre in mano...l'importante non è la meta: quello che conta è il viaggio, perché è lì che tutto succede. [Torna alla prima parte]

Angelo Branduardi

Per gentile concessione dello Studio Costa - Bologna

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