A cura di Michelangelo Gargiulo
Pubblicato il 08/02/2005
Atmosfere evocative, lunari. E' una delle prime canzoni di Branduardi, e anche una delle più famose. Pubblicata nel 1975 nell'ononimo album arrangiato dal grande Maurizio Fabrizio.
Questa è la prima fiaba originale che abbiamo scritto Luisa ed io. C'è una specie di empatia, di intesa solidale fra la luna e l'uomo: anche la luna nasce, cresce e muore, è come se fossimo accomunati da un destino identico. Vedi questa canzone, per esempio, dove la luna sembra avere i sentimenti di una bambina. O questa poesia del poeta cinese Li Po (698-762), dove l'idea che ci si possa mettere a dialogare con la luna si accompagna al presentimento della morte.
Angelo Branduardi
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Bevendo da solo sotto la luna
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Tra i fiori, a una brocca di vino
sono io solo, non un amico con me.
Ma levo il bicchiere, e invito la luna,
poi l'ombra di fronte: noi siamo tre,
luna che bere non sai,
ombra che per natura segui il mio corpo.
Ora questa è la compagnia, la luna e l'ombra che da,
e sono lieto fin ch'è primavera.
Se canto vibra la luna su e giù,
se danzo balza l'ombra confusa.
Finché il senno è desto, tutti lega scambievole gioia,
poi gravato d'ebbrezza ciascuno vuole andare diviso...
Ma eternamente voi mi accompagnate nel mio vagare senza sentimento
Insieme nell'ora ci ritroveremo lontano nel Fiume delle Stelle.
Album: La Luna - 1975