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Canzoni

La donna della sera

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 18/02/2005

Nel 1994 Branduardi se ne esce con questa canzone: La donna della sera. Un amore carnale, si parla di cosce, di seni, e di sederi. Branduardi è impazzito?

foto intervento

Ma non era il menestrello folletto sempre angelico (non a caso si chiama Angelo) che si nutriva di muschio e licheni? Cos'è questa roba da pornografi? E dire che c'è di mezzo anche il professore, tal Roberto Vecchioni, che gli ha rifilato quei testi! Per non parlare poi del fatto che si parla di  una donna non più giovanissima, anzi decisamente non giovane. E allora? Eccesso di testosterone? Niente affatto: Ci troviamo di fronte ad una delle più belle canzoni d'amore mai scritte.
"Una tua ruga bella di stanchezza di più m'intriga della giovinezza..." Il fascino della donna vissuta, la donna che finalmente diventa compagna, colei che porta i segni delle vicissitudini, il suo bagaglio di esperienze: "Meglio la tua pelle, arata terra, di quella liscia di una giovincella...". C'è quasi stupore nel descrivere la compagna, cui fascino la trasforma in oggetto di desiderio che siamo abituati a vedere solo nelle donne giovani e belle, si avverte desiderio e quindi passione: " C'é nell'inverno tuo quel che l'estate non ha;
caldo l'autunno tuo più dell'altrui primavera
."
E dire che qualcuno ha perfino accusato Branduardi (e Vecchioni) di gretto maschilismo, di parlare in termini troppo prosaici della donna, quasi si fosse offesa la sua dignità. E invece è proprio il contrario: Questo è un caso più unico che raro in cui finalmente si esalta la vera femminilità, si esalta la personalità di chi ha qualcosa da dire e insegnare prescindendo dalle apparenze: " Vince la rosa che mi mostri intera su quella chiusa prima della sera". Geniale.
 
Album: Domenica e lunedì - 1994
 
Illustrazione di Silvio Monti

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