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Compagni di Viaggio

Franco Fortini

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 21/02/2005

Ci sono persone che lasciano un segno, persone che sono maestre di vita. Una di queste è certamente Franco Fortini. Ecco come ne parla Angelo...

Con lui ho avuto un rapporto bellissimo tra i 16 e i 18 anni, quando ero studente. Fortini [...] era stato licenziato dall’Einaudi per le sue idee politiche e, come diceva lui, all’età della pensione e con una bimba piccola, si era messo a insegnare. Aveva insegnato prima a Lecco, poi a Monza e infine a Milano. Poi, dopo aver portato noi alla maturità, andò finalmente a insegnare all’Università. Questo ti dà la dimensione dell’uomo. La sua scuola era quasi una bottega rinascimentale. Lui ci invitava a casa sua il pomeriggio e ci leggeva grandi poeti e anche le sue poesie. A casa sua poi passavano grandi poeti e intellettuali come Sanguineti o Zanzotto. Per me[...] Fortini è stato un po’ un padre, una figura forte di riferimento. Era un uomo molto sicuro e anche molto umile. Non aveva grandi competenze musicali e mi chiedeva continuamente indicazioni e precisazioni musicali. Molti anni dopo quell’incontro che mi ha segnato alla fine degli anni Sessanta ho trovato un foglietto con scritto ‘non perdetelo il tempo ragazzi’. È stata la prima frase di Domenica e lunedì che poi ha dato il titolo al mio album del 1994. So che ha sempre seguito con interesse le cose che facevo e io non l’ho mai dimenticato e non ho mai dimenticato le sue poesie e il suo grande rispetto per l’arte e la poesia. Tra tutte ricordo in maniera particolare le poesie di Foglio di via.
 
Angelo Branduardi
 
FONTE: Jamonline.it

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