Nella vita, tutto quello che si prende e che si coglie lo si deve poi restituire. Casanova: un'esistenza ricca di incontri, di ombre profumate, di donne mai dimenticate. I ricordi sono tanti, ma ora, sulla via del tramonto, si deve fare i conti col Tempo che non si può sedurre, si deve fare i conti con una nemica implacabile: la nostalgia.
"Cento notti, cento donne in una
vita, meravigliose vergini e puttane, una favola inventata
ormai la giovinezza..." Sembra di vederlo, Casanova, oramai
vecchio, che attraversa i ponti di Venezia, sembra di vederlo tra i riflessi dei
canali che si avvia come un gabbiano a sera verso quella che era stata
la sua alcova. Completamente solo, spiato, come spettri del suo passato, da
anonime figure mascherate.
Questa è una delle canzoni più
suggestive di Angelo Branduardi, la musica sembra seguire il lento scorrere dei
canali, il passaggio inesorabile del Tempo in cui solo Venezia
sembra rimanere indenne testimone. Tempo che non fa sconti a nessuno,
Tempo impietoso giustiziere, e chi si credeva immortale deve ora arrendersi
alla notte incombente. Una notte insolita, ben diversa dalle cento
notti passate nella giovinezza, una notte in cui conosce una nuova e
tremenda concubina: la solitudine che ti presenta il conto, e
gli interessi da pagare spesso sono salati. "Splendori, miseria, gloria e
malinconia...Ora viene la notte, ora viene l'inverno, Casanova..."
Album: Si può fare -
1992
Dipinto:
Tramonto a Venezia - Claude Monet
(1840-1926)