A cura di Michelangelo Gargiulo
Pubblicato il 14/04/2005
C'è una frase di Tagore, poeta indiano nato a Calcutta nel 1861, che recita: "La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta". Ecco, questo è un po' il senso di questa canzone: l'essere, ma anche il divenire. Spazio e tempo ma anche sogno e realtà. E ci trasferiamo nell' antica Cina di Confucio...
Questa è una favola, la favola di un vecchio uomo che,
nel sogno, vorrebbe diventare farfalla, leggera, libera e giovane. O forse
no, forse è la favola di una farfalla che vorrebbe trovare, per quel poco
tempo che ha per vivere, anche la possibilità di addormentarsi, e
sognare.
Questa storia ha origini antichissime, addirittura il quarto secolo
Avanti Cristo, nella Filosofia Taoista dell'antica Cina di
Confucio: "Una volta Chuang-Tzu sognò d'essere una
farfalla: era una farfalla perfettamente felice, che si dilettava di seguire il
proprio capriccio. Non sapeva d'essere Tzu. Improvvisamente si destò e allora fu
Tzu, gravato dalla forma. Non sapeva se era Tzu che aveva sognato d'essere una
farfalla o una farfalla che sognava d'essere Tzu. Eppure tra Tzu e una farfalla
c'è necessariamente una distinzione: così è la trasformazione degli esseri.
" (dal Libro I cap. II - § 18, di
Chuang-Tzu )