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Canzoni

Sotto il tiglio

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 29/05/2005

Puo' una poesia generare una poesia? Sembra di si. Ispirata a una ballata di Walther von der Vogelweide (1140-1238), questa canzone ne coglie l'essenza ma non solo: ne trae linfa preziosa per una metafora straordinaria sull' Amore, da un'antica usanza indiana del matrimonio degli alberi.

foto intervento

Dal Tirolo di Vogelweide all'America degli Indios.
L'intreccio di culture diverse, amalgamate in versi nostalgici, di grande spessore e nobile significato. Dice Angelo: " C'è poi, nella terza strofa della canzone, dove si parla dell'abbraccio fra la radica e il giglio, un accenno all'antica usanza indiana del matrimonio degli alberi: un fico delle pagode e un mango che marito e moglie piantano in un piccolo recinto, presso uno stagno, in modo che crescano intrecciati, e possano influire positivamente sulla fecondità del loro matrimonio. Alla fine della canzone poi, la raffigurazione del rapporto fra gli uccelli, il vento e l'amore sembra evocare un antichissimo mito greco diffuso fra i cacciatori e gli abitanti dei boschi: In principio — diceva la storia — esisteva la Notte; nella nostra lingua essa si chiamava Nyx, una delle più grandi dee anche secondo Omero, una dea davanti alla quale perfino Zeus provava un sacro timore. In questo racconto essa aveva l'aspetto di un uccello dalle ali nere. Fecondata dal vento, la Notte depose il suo uovo d'argento nell'immenso grembo dell'oscurità. Dall'uovo balzò fuori il figlio del vento, un dio con le ali d'oro, chiamato Eros, dio dell'amore. "
 
Under der linden di Walther von der Vogelweide (con traduzione)
 
Album: Alla Fiera dell'Est - 1976
 
FONTI: C. Kerényi, Gli dei e gli eroi della Grecia , II Saggiatore, Milano 1972, p. 26
           "Canzoni" a cura di Giampiero Comolli LATOSIDE Editore, Roma
 
Dipinto: "Nostalgia" - Julia  Lucich

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