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Canzoni

Il ciliegio

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 10/07/2005

Dal Vangelo Apocrifo dello Pseudo Matteo. Ecco la rielaborazione di una Ballata molto diffusa in cui si narra la fuga in Egitto di Giuseppe, il quale non doveva aver appreso con tanto entusiasmo la gravidanza della vergine Maria, poco più che una bambina.

foto intervento

L'episodio raccontato da Matteo nel vangelo apocrifo subisce qualche variante, a cominciare da un punto di vista botanico: all'inizio, infatti, si trattava di una palma,  che in Galilea ovviamente era una pianta molto diffusa.
 Secondo l'opinione comune in voga nel Medioevo, Giuseppe avrebbe male interpretato la gravidanza di Maria, e si sarebbe a dir poco arrabbiato per la presunta infedeltà della Vergine. Varie stesure offrono diversi epiloghi, come ad esempio il pentimento di Giuseppe per la sua reazione rabbiosa e la conseguente richiesta di perdono ai piedi di Maria e anche la profezia del bambino, il suo sacrificio sulla croce e la nuova Pasqua.

THE CHERRY-TREE CAROL
Joseph was an old man, an old man was he
When he wedded Mary in the land of Galilee.
Joseph and Mary walked through an orchard good
Where was cherries and berries, so red as any blood.
Joseph and Mary walked through an orchard green,
Where was cherries and berries, as thick as might be seen.
O then bespake Mary, so meek and so mild:
"Pluck me one cherry, Joseph, for I am with child."
"O then bespake Joseph, with words most unkind:
"Let him pluck thee a cherry that brought thee with child.
"O then bespake the baby, within his mother's womb:
"Bow down then the tallest tree, for my mother to have some.
"Then bowed down the highest tree unto his mother's hand Then she cried,
"See, Joseph, I have cherries at command.
"O then bespake Joseph:"I have done Mary wrong;
But cheer up, my dearest, and be not cast down.
"Then Mary plucked a cherry, as red as the blood,
Then Mary went home with her heavy load.
Then Mary took her babe, and sat him on her knee,
 Saying, "My dear son, telle me what this world will be.
"O I shall be as dead, mother, as the stones in the wall;"
The stones in the street, mother, shall mourn for me all.
Upon Easter-Day, mother, my uprising shall be;
O the sun and the moon, mother, shall not rise with me."

W.Sandys, Christmas Carols, 1833, p, 123


LA CÀROLA DEL CILIEGIO

Giuseppe era vecchio, era vecchio davvero
Quando sposò Maria in terra di Galilea.
Giuseppe e Maria camminavano per un bel frutteto,
Dove c'erano bacche e ciliege rosse come il sangue.
Giuseppe e Maria camminavano per un verde frutteto
Dove c'erano ciliege e bacche fitte da non dirsi.
Allora parlò Maria, così mite e così dolce:
"Coglimi una ciliegia, Giuseppe, perchè sono incinta."
Allora parlò Giuseppe, con parole assai scortesi:
"Chiedi al padre di tuo figlio di raccoglierle per te."
 Allora parlò il bambino dentro al grembo di sua madre:
"Si pieghi l'albero più alto perchè mia madre ne colga."
Fu l'albero più alto che si chinò fino a sua madre,
E lei gridò: "Guarda, Giuseppe, ho tutte le ciliege che voglio."
Allora parlò Giuseppe: "Ho fatto un torto a Maria,
Ma tu rallegrati, mia amata, e non buttarti giù."
Allora Maria colse una ciliegia rossa come il sangue
E dopo se ne andò a casa, con il suo grave fardello.
Maria prese il bambino e se lo mise sulle ginocchia,
E disse, "Mio figlio caro, che ne sarà di questo mondo?"
"Oh, io sarò morto, madre, come le pietre nel muro;
Le pietre della strada, madre, piangeranno per me.
Il giorno di Pasqua, madre, sarà la mia resurrezione,
Il sole e la luna, madre, si leveranno con me."

 Trad. Riccardo Venturi

" Ma, tolto qui ogni riferimento ai personaggi del Vangelo, la storia diventa più singolare. È come se fosse la natura a chinarsi in quanto
sarebbe lei il padre del bambino. Bisogna però notare che il vecchio chiama la donna « suo ultimo fiore », sa di stare per morire, e oltretutto è un giardiniere, così come le ciliegie sono un frutto. Allora è come se fosse adombrata qui una identificazione fra il vecchio e il ciliegio: il vecchio è effettivamente il padre del bambino, ma un padre già in parte morto, e che quindi intravede la propria trasfigurazione in una pianta."
Angelo Branduardi

Ed ecco che Angelo, con la sua versione, ci offre un ulteriore spunto, una nuova fase nella continua evoluzione di questa Ballata. Questo è uno dei grandi meriti di Angelo Branduardi: saper guardare il passato per gettare un ponte verso il futuro. Questo lo fa diventare un grande artista, unico in questo genere di operazioni, forse non solo in Italia.

 
Album: La pulce d'acqua - 1977
 
Dipinto: "Maternità" - Renata Vernaglia

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