
Non è facile musicare dei versi,
non è facile nemmeno maneggiarli, soprattutto se provengono da frammenti.
Luisa Zappa Branduardi non si limita a farne una traduzione,
già di per sè non semplice, ma ne fa una versione ibrida, così come suggerisce
il titolo della canzone, adattando alla musica i versi in latino e
integrandoli con una strofa in italiano: “ Mi pare un dio quello
che siede accanto a te,nbsp; occhi negli occhi, dolcemente tu ridi…nbsp; Ed
io mi sento morire, se ti guardo io, al mio cuore la voce manca..” Davvero
niente male. Luisa non sfigura affatto nei confronti, per esempio, di
Salvatore Quasimodo, la cui traduzione riportonbsp; in
calce.
Peccato che questa canzone non appaia nella recente
href="http://www.branduardi.info/platinumcollection">Platinum
Collection… Non è per niente scontata: il suono è
palesemente elettronico, con tanto di filtri ad effetto. Ma è di
quell’elettronica che piace perchè non vuole imitare nessuno strumento musicale
altrimenti preferibile originale. Poi in questo brano appare la famiglia
Branduardi quasi al completo, visto che ai finti cori c’è la vera voce di
Maddalena Branduardi, secondogenita. Speriamo di vederli sul
palco, un giorno…
Album: Altro ed Altrove -
2003
Dipinto: “Apparenza” - Olimpia
Mannino
nbsp;
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Ille mi par esse deo videtur,
Ille,
si fas est, superare divos,
qui sedens adversus identidem te
spectat et
audit
dulce ridentem, misero quod omnis
eripit sensus mihi: nam simul
te,
Lesbia, aspexi, nihil est super mi
Lingua sed torpet, tenuis sub
artus
fiamma demanat, sonitu suopte
tintinant aures, gemina teguntur
lumina nocte.
Otium, Catulle, tibi molestum est,
otio exultas
nimiumque gestis;
otium et reges prius et beatas
perdidit
urbes.
Catullo - De Lesbia, Carmen
51
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Come uno degli Dei, felice
chi a te vicino così dolce
suono
ascolta mentre tu parli
e ridi amorosa. Subito a me
il cuore in petto
s’agita sgomento
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua
inerte.
Rapido fuoco affiora alle mie membra,
e ho buio negli occhi e il
rombo
del sangue alle orecchie.
E tutta in sudore e tremante
come erba
patita scoloro:
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.
nbsp;
Trad. Salvatore
Quasimodo

Michelangelo Gargiulo









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