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Canzoni

Tanti anni fa

A cura di Michelangelo Gargiulo

Pubblicato il 07/08/2005

Un lago non è il mare. Non è infinito e la sua immobilità spesso ispira riposo. Ma il lago è spesso profondo e sempre silenzioso, ha i suoi abissi, ma ha anche i suoi argini che sono percettibili, chiusi. E questo potrebbe rappresentare un abbraccio, anche mortale.

foto intervento

Nell'immaginario popolare da sempre il lago, nella sua  immobile inquietudine , ha rappresentato una dimora per creature strane e misteriose. Come la dama del lago e il suo sepolcro nelle leggende di Re Artù, oppure le visioni come il mostro di Loch Ness che la cronaca ancora oggi ( è proprio il caso di dirlo) ci riporta a galla. Questa canzone racconta di un castello in fondo al lago, così come si presenta nella memoria della donna che, tanti anni fa, scese a vederlo e non è più ritornata. "L'immobilità delle acque lacustri come allusione al sepolcro. Ma anche alla bara di cristallo dove ci si conserva intatti e da dove quindi si può di nuovo uscire... Chi vi fa ingresso, muore, ma non del tutto: ci si conserva come un fantasma, in una vita primordiale, simile a quella dei pesci e delle sirene.."
 
Di questa canzone esiste una versione Live, molto interessante, nel triplo album "Concerto" del 1980. E' una versione rock-progressive registrata nei mitici concerti della fine degli anni '70, insieme all'allora Banco Del Mutuo Soccorso. Il loro stile in questo brano è inconfondibile. Da non perdere.
 
Album: La Luna - 1975
 
Dipinto: "Abissi" - Elisa Camboni
 
Versione "Live" del 30/10/1979, Francoforte - Jahrhuderthalle, col Banco del Mutuo Soccorso
 

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