A cura di Michelangelo Gargiulo
Pubblicato il 24/01/2006
La violenza sembra geneticamente appartenere alla razza umana, espressione di tutta la sua miseria: è nella forma cinica, ed esiste solo nell'Uomo, e in nessun altro animale finora conosciuto. Quando si ammazzano gli innocenti, quando li si brutalizza e li si annienta ci si dovrebbe interrogare sulla nostra reale natura, e nessuno si dovrebbe sentire assolto. Questo è l'Olocausto.
"Dona dona" è un canto disperato, sommesso, di chi va alla martirio, come un agnello sacrificato. L'agnello in questo caso rappresenta Israele, ma potrebbe essere Guernica, potrebbe rappresentare un campo Rom, un ghetto qualsiasi di una minoranza qualsiasi, potrebbe rappresentare un campo Pellerossa, il recente Ruanda, oppure il genocidio di Armenia di inizio '900, che sembra abbia ispirato quel brav'uomo di Hitler a concepire i campi di sterminio...
Questa versione di
"dona dona", interpretata da Angelo Branduardi, è stata registrata in un
concerto a Ginevra, nel 2002. Le parole sono quasi sussurrate, come il dolore
che dignitosamente non viene esposto, rimane un fatto intimo: vero dolore.
Dona dona
Dona
dona Dona
dona dona dona
On
a wagon bound for market;
there's a calf with a mournful eye.
High above
him, there's a swallow
Winging swiftly through the sky.
How the
winds are laughing:
They laugh with all their might.
Laugh and laugh the
whole day through;
and half the summer's night.
Dona, dona dona dona
Dona dona dona do
Dona dona dona dona
dona dona dona do
Stop
complaining said the farmer
Who told you, a calf to be?
Why don't you
have wings to fly with
Like the swallow so brave and free?
How the
winds are laughing
They laugh with all their might
Laugh and laugh the
whole day through
And half the summer's night.
Calves are easily
bound and slaughtered;
Never knowing the reason why,
But whoever
treasures freedom;
like the swallow has learned to fly.
How the winds
are laughing
They laugh with all their might
Laugh and laugh the whole
day through
And half the summer's night.
Dona..Dona..dona dona dona dona
Dona dona dona do
Dona dona dona dona
Dona dona dona do!
Dentro
un carro ben legato
un capretto al macello va.
Alto in cielo sopra i
tetti
vola la rondine in libertà.
Come ride il vento
nel cielo
dell'estate.
Come son tristi
le bestie incatenate.
Dona dona dona
dona
Dona dona dona don.
Dona dona dona dona
Dona dona dona
don.
"Su, non piangere", dice l'uomo,
"tu ti devi rassegnar,
non
hai ali per volare,
non puoi viver in libertà".
Come ride il vento
nel cielo dell'estate.
Come son tristi
le bestie incatenate
I
capretti son legati,
macellati con crudeltà,
e chi vuol viver
libero
farsi rondine dovrà.
Come ride il vento
nel cielo
dell'estate.
Come son tristi
le bestie incatenate
Dona dona dona don.
Dona dona dona dona
Dona dona dona
don.