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Espressionismo

"Der Blaue Reiter" (Il cavaliere azzurro) - parte I

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 22/04/2002

Tendenza all'astrazione e fuga dal reale attraverso la ricerca dell'essenza dell'io e della natura

Vassilij Kandinskij - gouache su tela - 1935


Nel 1911 Vassilij Kandinskij, con Franz Marc, fonda a Monaco Der Blaue Reiter; il cui nome deriva dall’amore di Kandinskij per l’immagine dei cavalieri delle fiabe e dall'ammirazione estetica che Marc aveva verso i cavalli: amando ambedue il colore azzurro, pensano di abbinare i due spunti, dando vita, con questa poetica definizione, ad un movimewnto inizialmente senza un preciso programma, sostanzialmente ad orientamento spiritualistico, con l'intenzione di fondere organicamente tendenze artistiche varie, ma accomunate, appunto, da istanze di tipo spiritualista e simbolista.
Quelli che vi convergono sono movimenti nei quali il concetto di arte è nettamente separato da ogni tendenza naturalistica, dove la definizione della forma è determinata da impulsi interiori, dalla soggettività dell'artista, ed attuata spesso attraverso linee ed accostamenti cromatici ispirati alla musica.
A grandi linee si può dire che si affermi una fondamentale tendenza all'astrazione, all'arte non figurativa (mentre l'Espressionismo in generale resta una corrente figurativa), che verrà di lì a breve teorizzata da Kandinskij come possibilità non già di allontanarsi dal reale, ma di immergersi nell’io, trovando così un contatto profondo con la realtà: viene in questi termini riproposta la necessità di attuare un rinnovamento in senso anticlassico dell'arte affermando la vittoria dell'irrazionalismo di tipo orientale sul razionalismo occidentale.

Non a caso molti degli artisti che aderiranno a Der Blau Reiter sono tutti di derivazione romantica e si esprimono in un linguaggio potentemente soggettivo, con una visione del reale assolutamente lontana dalla percezione ottica, artisti che, come altri prima e dopo di loro, Cezanne, Van Gogh, Manet, Gauguin, Ernst, Picabia, Dalì, sentono l'esigenza di introdurre nella propria pittura il non-conforme, il non-convenzionale, che oltrepassa i canoni visivi dominanti nel loro tempo.
L'arte diventa così rivelazione, creazione, e non rappresentazione, del mondo reale.
Per gli artisti di Der Blau Reiter il colore ha in sé la forza per far emergere la segreta essenza della realtà, captata ed espressa attraverso la propria soggettività, per un'esigenza interiore dell'artista, per un potente desiderio di libertà, affermando così una concezione radicalmente nuova, in Europa, dell'arte come linguaggio universale che non conosce confini, nè costrizioni, nè stili.
La prima mostra del gruppo Der Blau Reiter si tiene a Monaco, presso la Galleria Tannhäuser, nel dicembre del 1911.

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