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Il concetto di arte moderna

Storia dell'arte e storia dell'uomo, percorsi paralleli-parte I

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 17/12/2002

La soggettività dell'artista al centro dell'opera degli espressionisti

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Quando Ernst H. Gombrich uno dei più abili e colti divulgatori del secolo scorso, dice "Non esiste in realtà una cosa chiamata arte", mette in evidenza uno dei problemi fondamentali sull'argomento , su di un concetto, quello di arte, che ogni età ha cercato di definire, facendolo sempre in modo labile ed insoddisfaciente perchè è un concetto che muta in tempo reale, che scorre continuamente nel grande fiume della storia dell'umanità, che cambia con l'uomo. Egli poi aggiunge che esistono gli artisti, quelli sì, reali e concreti, non puro concetto ma uomini, e sono loro che fanno l'arte.
L'uomo, sempre e solo lui, artefice, fruitore, soggetto, oggetto, è il protagonista assoluto e consapevole di quella interminabile vicenda che si chiama arte, inserita indissolubilmente nel divenire della sua storia induividuale e collettiva.
Questo, e molto di più, per la verità, è il concetto dell'arte moderna, definitosi in un graduale processo di presa di coscienza che in realtà parte da lontano, dal Rinascimento, epoca in cui l'uomo diventa il centro dell'universo e l'artista acquista consapevolezza del suo potere creativo e dell'autonomia del suo operare ( "L'uomo è il modello del mondo"dice Leonardo).

Le grandi trasformazioni storiche del secolo scorso, che hanno mutato in profondità l'assetto sociale nel mondo occidentale, come la rivoluzione industriale, la definizione di una nuova civiltà moderna in America, il cambiamento dei sistemi dell'arte intesi come meccanismi di realizzazione, diffusione e fruizione delle opere, la diffusione orizzontale dei beni di consumo, hanno contribuito a mutare notevolmente il concetto stesso di arte.
In realtà tutto ciò non è stato indolore, il movimento moderno è sempre stato tormentato, in tutto l'arco del suo sviluppo, dalla difficoltà, talvolta più temuta che reale, di conciliare il radicalismo artistico con quello politico, e spesso diviso tra la definizione di un'arte per l'arte e quella di un'arte che fosse una dimensione della storia e della società contemporanea.
Un'ulteriore complicazione alla definizione di un concetto generale sull'arte viene dal fatto che, nell'arte moderna per la prima volta, dapprima in modo soft nell'Impressionismo, e poi con violenza clamorosa nell'Espressionismo tedesco, fa irruzione la soggettività dell'artista, l'inconscio, la psiche, l'individualità, per ognuno unica e diversa, non classificabile nè omologabile.

Probabilmente è questo il motivo per cui, nel primo cinquantennio del '900, si sviluppano numerosi movimenti artistici, le grandi correnti avanguardiste, che riuniscono sotto tipologie e caratteristiche non sempre perfettamente omogenee vari gruppi di artisti , a volte in presenza di precise, comuni dichiarazioni di intenti (i vari manifesti di Futurismo, Cubismo, Spazialismo, Pittura nucleare ecc.), a volte in presenza di caratteristiche psicologiche e formali chiaramente simili, lasciando tuttavia fuori da ogni classificazione parecchie personalità di indubbio valore, solitarie ed indipendenti, che solo a posteriori si è cercato, per comodità di lettura storica, di aggregare sotto etichette comuni, basti pensare agli artisti della cosiddetta Scuola di Parigi. .... continua >>>>>

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