A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 25/06/2003
Un'arte in cui concetto e tecnica coincidono, un'arte che è contenuto ed espressione di se stessa.
Nell'America degli anni '60, mentre Andy
Warhol ed un nutrito gruppo di artisti si ispirano alla cultura popolare
e consumistica dell'America del boom economico per dar vita ad un nuovo linguaggio
artistico, la Pop
Art, grettamente figurativo nella sua ripetitività di modelli della
realtà, altri scelgono un linguaggio non-oggettivo,
in totale allontanamento dalla figurazione, alla ricerca di una semplificazione
linguistica che riporti l'arte alle sue proprietà essenziali.
Ne scaturiscono differenti espressioni artistiche nella comune adesione a questo
spirito, come la Post-Painterly
Abstraction, il Minimalismo
e la Hard-Edge Painting o Hard Edge Abstraction.
Il termine Hard Edge viene coniato nel 1959 dal critico e storico
dell'arte californiano, Jules Langsner, marito dell'artista
June Harwood, per definire il lavoro non figurativo di quattro
artisti protagonisti di una mostra denominata "Four Abstract Classicists",
dopo l'analoga definizione introdotta dal critico inglese Lawrence Alloway in
relazione ad un tipo di pittura astratta ad impronta geometrica: si tratta di uno stile caratterizzato
dall'annullamento del disegno e dalla prevalenza del colore, in una disposizione
compositiva libera da interelazioni formali, che trova i suoi ascendenti in
Josef Albers e Piet Mondrian.
I nomi più noti di artisti appartenenti alla Hard Edge sono Al Held,
Ellsworth Kelly, Alexander Liberman, Brice Marden, Kenneth Noland, Ad Reinhardt,
Jack Youngerman, oltre ad altri artisti di più complessa connotazione,
collocabili ai margini dell'Espressionismo
astratto e confinanti con la Post-Painterly Abstraction, come Frank
Stella e Barnett
Newman.
In realtà è molto difficile porre precise delimitazioni a movimenti contemporanei e molto affini, tutti derivati dalla matrice sostanzialmente astratta della cultura pittorica americana dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, la Hard Edge è comunque espressione matura di un grande fervore intellettuale che percorre la cultura americana di quel periodo e dal quale deriveranno i movimenti più interessanti degli anni '70, dal Concettualismo all'Arte comportamentale.
Nella pittura hard edge, concetto e tecnica coincidono (anche se in seguito il termine finirà per riferirsi soprattutto all'aspetto tecnico), il dipinto ha un suo valore oggettuale conferitogli dai materiali di cui è fatto, dalle loro caratteristiche tattili, cromatiche, materiche, volumetriche, il quadro non contiene l'opera, è esso stesso l'opera, l'arte è contenuto ed espressione di se stessa, il significante non significa "altro", si realizza nell’esistere: il che spinge inevitabilemnte verso soluzioni geometriche che meglio possano esprimere la valenza concettuale ed astratta di un simile prodotto artistico.
Si può dire che la Hard Edge rappresenti, forse più di altri movimenti post-astrattisti, uno dei due filoni, quello di derivazione pop e quello di derivazione astratta, entro i quali si muoverà tutta l'arte figurativa americana seguente, e non solo, estendendo la sua influenza anche in Europa nella Konkrete Kunst svizzero-olandese e nella MAC italiana.