A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 01/01/2004
Evoluzione del concetto di forma, una delle più importanti innovazioni dell'arte del '900
La forma, intesa come qualcosa di concreto che ha dei precisi confini delimitanti ed una disposizione esteriore di più parti composte da materia, è stata fino all' '800 il tema fondamentale di ogni opera d'arte, finché l'Impressionismo francese la trasfigura in un nucleo di chiaroscuro dissolto nell'ambiente atmosferico, preda di un processo dinamico continuamente mutante e ne fa qualcosa di evanescente in una pittura che abbandona il segno e costruisce con il colore.
Ciò deriva in gran parte da una nuova valutazione del rapporto tra arte e scienza, tra arte e nuove teorie della visione, elaborate in quel periodo, assieme ad una rinnovata concezione della fisica dell'occhio e della sua relazione con gli altri sensi, che ha permesso di pervenire ad una inedita traduzione del mondo visibile, percepito da una nuova angolazione e divenuto " un mondo di vibrazioni ".
In Italia l'impulso verso questo nuovo concetto "informale" si deve ai Macchiaioli, che con l'accentuazione dei valori chiaroscurali attribuiscono alla luce un fondamentale valore strutturale nella definizione di una forma dai contorni sempre più labili.
A seguito di tali impulsi, il '900 riesamina integralmente il concetto di pittura e si affranca definitivamente dalla precedente tradizione estetica incentrando proprio sulla forma la ricerca di nuovi linguaggi espressivi, inoltrandosi in un vertiginoso processo di rinnovamento che coinvolgerà trasversalmente artisti e movimenti anche molto differenti: muta il concetto di individuo, delle reciproche relazioni interpersonali, dei rapporti tra le varie arti, mutano il concetto di forma e di spazio, contaminati da una inderogabile necessità di libertà dai canoni, dalle norme, dalla storia e dal passato, e dall'Espressionismo in poi l'arte cesserà di essere una ricerca squisitamente formale per divenire un'avventura esistenziale.
Non più la forma, ma lo spazio, il colore, il vuoto, la materia, la musica, la realtà metafisica sono i temi innovativamente concettuali che compaiono nelle opere di Kandinskij, Pollock, Mathieu, Klein, Hartung, Rothko, Kline e molti altri artisti moderni, specie nelle società (come quella americana) in cui meno determinante è la cultura filosofica di matrice greca tramandata da Platone ed Aristotele, che ha invece improntato profondamente ed indelebilmente lo sviluppo culturale del nostro occidente.
Infatti per l'Europa il superamento della forma è più graduale che altrove, proprio perché la nostra infanzia greca ha configurato nel tempo una visione intellettualistica del mondo in cui la forma svolge un ruolo fondamentale, determinante dell'essenza e della struttura di tutte le cose, principio dell'essere, del divenire e del conoscere, animata da una forza demiurgica in grado di dominare, proprio attraverso l'impronta di una forma, l'indeterminata materia errante.
La forma è il principio attivo che dà vita al principio passivo, la materia, fino ad assumere, nella filosofia moderna, il significato gestaltico di struttura complessa ed organizzata che supera nel significato l'insieme delle parti che la compongono (psicologia della forma).