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Linguaggi dell'arte moderna

Il Muralismo - parte I

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 26/02/2004

Un'arte popolare a grande valenza ideologica, in funzione comunicativa e didascalica, testimone dell'identità culturale di una nazione

David Alfaro Siqueiros "Incidente nella miniera"

Si denomina "Muralismo " una forma d'arte visiva realizzata su superfici murarie, una forma d'arte a grande valenza ideologica, rivolta alla collettività che la ospita, in grado di essere fruita da larghi strati di popolazione: i murales sono in genere opere di grandi dimensioni collocate in spazi pubblici molto frequentati, i temi sono prevalentemente narrativi, il linguaggio dichiaratamente realista e raccontano in chiave epica episodi che riguardano la comunità, celebrando in un lessico semplice e comprensibile fatti appartenenti alla storia passata, ma anche alla saga popolare, al racconto orale, alla memoria collettiva.

La manifestazione più nota del Muralismo nasce in Messico, negli anni '20 della guerra civile, dove una pittura istintiva, legata alle radici preispaniche, contrapposta all'aristocratica pittura da cavalletto, propone una rivoluzione formale che riecheggia la rivoluzione politica di quegli anni con precisi intenti educativi, in una visione democratica sia della società che dell'arte che essa esprime.
In quel particolare momento storico, in cui "... La Rivoluzione del Messico non fu che la riscoperta del Messico da parte dei messicani... "(Octavio Paz), il Muralismo disvela l'esistenza di un'identità culturale messicana fino ad allora latente, che attraversa tutte le epoche e risiede nella tradizione popolare e nell'arte che la rappresenta.

Il murales è infatti un'arte collettiva a funzione comunicativa e didascalica che appartiene a chi la guarda, indipendentemente dalla sua estrazione sociale, non riconosce gli angusti limiti della tela, i racchiusi spazi dei musei, è un'arte per la folla, per chiunque passi in un luogo, è un'arte sociale che può contribuire alla crescita di un paese e della sua cultura.
I primi muralisti messicani sono David Alfaro Siqueiros e Diego Rivera, ai quali si unirà poco dopo José Clemente Orozco, artefici di un'arte non incolta (Siqueiros e Rivera soggiornano a Parigi ed hanno contatti con l'ambiente cubista) ma di grande impatto popolare, di forte potere educativo e spirituale, in diretto rapporto con le radici culturali del paese: pur avendo i vari artisti muralisti alle spalle formazioni personali e culturali diverse, che ingenerarono talvolta vivaci scontri all'interno del movimento, nel Muralismo sfocia un linguaggio sostanzialmente omogeneo, di marcato tratto espressionista, di forte cromatismo, di solenne grandiosità compositiva: partendo da metodi esecutivi dapprima tecnicamente affini all'affresco ed all'encausto, ben presto i muralisti si avvalgono, specie grazie alle sperimentazioni di Siqueiros, dei più moderni sistemi industriali, impiegando vernici per auto o a base di resine, distribuite con pistole a spruzzo o aerografo, assicurando così all'opera caratteristiche di maggior durevolezza nel tempo.

Mentre il Muralismo, vero e proprio mezzo di denuncia sociale, si diffonde anche in Uruguay, Argentina e soprattutto nel Cile di Salvador Allende, dove la pittura murale svolge addirittura un'opera di "alfabetizzazione" per immagini, trovando in questi paesi lo stesso substrato culturale e le stesse istanze democratiche messicane, verso gli anni '30 Rivera, Siqueiros e Orozco si trasferiscono dal Messico negli Stati Uniti, dove esportano la loro esperienza artistica e addirittura ricevono commissioni pubbliche per la realizzazione di murales, pur non avendo tuttavia vita facile nell'ambiente culturale nordamericano per certi versi in conflitto con la loro matrice nazional-popolare.

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