A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 28/12/2004
La scuola di Weimar e la sintesi di tutti i linguaggi visuali, attraverso l'unificazione di tutte le discipline sia tecniche che artistiche, sulla base di una rigorosa razionalità.
Fondata a Weimer da Walter Gropius nel 1919, la Bauhaus, "casa della costruzione", è una scuola di arti e mestieri derivata dalla Werkbund, associazione di architetti interessati a sperimentazioni urbanistiche e progettuali organicamente inserite nel contesto sociale ed economico, alla quale nel 1911 aveva aderito lo stesso Gropius.
"Nel 1926 si inaugura la nuova sede del Bauhaus. A Dessau tutti i ponti con l'edilizia del passato vengono drasticamente eliminati. In particolare il nuovo edificio cancella ogni idea di tipologia edilizia, di continuità strutturale, di morfologia urbana, di cornice prospettica, di stile storico e infine di cattedrale, intesa come carica simbolica e comunicativa attribuita all'architettura. Un'eliminazione dolorosa, se si pensa che l'immagine di una cattedrale realizzata da Feininger era presente nel primo programma della scuola redatto dal neo direttore nel 1919. Walter Gropius vi sosteneva tra l'altro che "la nuova attività edilizia del futuro... si innalzerà verso il cielo come un simbolo cristallino di una nuova fede che sta sorgendo." (Antonino Saggio, Nuova soggettività)
Pur partendo, quindi, dalla disciplina architettonica (nella quale l'insegnamento, in chiave funzionalista, si deve soprattutto a Walter Gropius e Mies Van der Rohe), la Bauhaus accoglie ben presto tutte le attività visuali, ponendosi lo scopo di unificarne i linguaggi sopprimendo rigide suddivisioni categoriche tra architettura, scultura, pittura, artigianato artistico (da cui sarebbe derivato il moderno design) e promuovendo le capacità di osservazione ed interpretazione della realtà, contro la sua passiva riproduzione.
E' diretta la relazione con William Morris, antesignano del design inglese, fondatore della Arts and Craft Exhibition Society, più nota come movimento "Art & Craft" che, passando attraverso la rivisitazione del gotico, dà l'avvio ad uno stile che permea in modo trasversale le arti nobili, le arti applicate e l'artigianato artistico e che si chiamerà Art Nouveau in Francia, Secessione in Austria, Jugendstil in Germania, Liberty in Italia, Modernismo in Spagna.
Essendo il filo conduttore dell'attività della Bauhaus la sintesi dei linguaggi, l'unificazione di tutte le discipline sia tecniche che artistiche sulla base di una rigorosa razionalità, i membri della scuola lavorano in equipe, sul modello della bottega rinascimentale, alla creazione di prodotti funzionali, semplici, accurati, ad impronta essenzialmente geometrica, in grado di essere compresi ed utilizzati dalla gente ed inseriti nella vita comune, connessi alla moderna realtà tecnologica ed industriale.
Gropius invita ed ospita molti artisti di valore, appartenenti alle più svariate discipline, a far parte del corpo docente della Bauhaus, Vassilij Kandinsky e Paul Klee, che vi rimarranno a lungo, mutando in parte il loro stesso linguaggio pittorico, Piet Mondrian, fondatore di De Stijl, Max Bill, pittore dell'astrattismo geometrico, Oskar Schlemmer, pittore, scultore e scenografo, Moholy-Nagy, scultore, Lyonel Feininger, incisore e illustratore, e molti altri spiriti liberi che contribuiranno a diffondere nel mondo, compresa l'America del nord, il messaggio della Bauhaus dando origine all'architettura moderna ed all'astrattismo pittorico.
Nonostante le premesse e le intenzioni sociali, la Bauhaus non riuscì a divenire un movimento popolare nè riuscì a cambiare il mondo, come tristemente conclude Paul Klee quando, nel 1924, dichiara: "Non abbiamo l'appoggio della gente. Ma ci stiamo cercando un popolo. È proprio così che abbiamo cominciato, laggiù al Bauhaus. Abbiamo cominciato con una comunità a cui abbiamo dato tutto quello che avevamo. Non possiamo fare di più".
La scuola viene chiusa nel 1933 dal governo totalitario nazista, che ravvisa un pericolo nella libertarietà del suo insegnamento, senza tuttavia riuscire a vanificare il significato dell'avventura di Walter Gropius, che avrà nel tempo seguente determinante influenza sullo sviluppo dell'arte e dell'architettura moderne.