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Arte alla fine della II guerra mondiale

Gutai

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 13/04/2005

Un movimento giapponese che anticipa i più importanti movimenti interdisciplinari dell'occidente.

foto intervento

 Gutai, detto "avanguardia sotto il cielo" per l'abitudine ad allestire mostre all'aperto, è il nome di un gruppo fondato nel 1954 da Jiro Yoschihara ad Osaka, in Giappone, che ha attuato una vera e propria rivoluzione nell'arte contemporanea giapponese, rinnovandola profondamente ed accogliendo le innovazioni imposte da una nuova realtà sociale e culturale derivante dalla trasformazione industriale.
Ispirato all'antico spirito zen, influenzato dall'informale dell'occidente (il termine esprime proprio il rapporto tra spirito e materia) soprattutto attraverso l'opera di Mathieu, Gutai rappresenta il tentativo del recupero di valori azzerati da una serie di avvenimenti traumatici susseguenti al secondo conflitto mondiale, il decadimento della figura carismatica dell'imperatore, il cambiamento della lingua scritta, minati anche dalla contaminazione di culture estranee, come quella americana, in una sostanziale indifferenza generale della società contemporanea.

Pittura, calligrafismo, ma anche performance, azioni, opere teatrali, improvvisazioni, sempre con forte coinvolgimento del pubblico, nel tentativo di allargare e superare il concetto di arte attraverso lo sperimentalismo più spinto, sono queste le forme espressive con le quali Gutai anticipa significativamente Fluxus, l’Happening e le esperienze avanguardiste degli anni '60, da John Cage a Yves Klein, l’Azionismo, influenzando anche l'arte moderna dell'altra sponda dell'oceano, l'Espressionismo americano, Jackson Pollock e la scuola del Pacifico.

Denominatore comune di tutte queste forme d'arte multidisciplinari, che i giapponesi definiscono "incrocio di generi", legate o influenzate da Gutai, il rifiuto a considerare l’arte come un ambito separato dalla vita ed a delegare la creatività a settori specialistici, o tecnici, o culturali, mentre il rapporto tra l'uomo e l'ambiente, che il Giappone declina in maniera peculiare, influenza l'arte europea attraverso l'uso della materia proposta nella sua forma grezza e rustica, non lavorata, dando l'avvio al fenomeno dell' Arte Povera.

Kagaku Murakami, Kazuo Shiraga, Atsuko Tanaka, Sadamasa Motonaga, Shozo Shimamoto, Akira Kanayama, Michio Yoshibara, Toshio Yoshida, sono i più originali interpreti del movimento.

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