E’ ancora in corso, a Firenze, una grande antologica dedicata a Jean Michel Folon, ma lui non c’è più, ha concluso la sua parabola umana ed artistica in bellezza, sull’onda di un grande evento culturale nella città che più amava, lui, belga con il cuore italiano: un cuore grande, quello di Folon, impegnato in campagne sociali, ambasciatore dell’unicef, collaboratore di Amnesty International, ambientalista convinto ed amante della natura, specie di quella Toscana, dove la sua sensibilità delicata e sottile gli fa riconoscere un connubio perfetto tra la bellezza dei luoghi e quella della cultura visiva, una miracolosa ed equilibrata convivenza come non accade in nessun altro posto del mondo.
Quest’ultima mostra è quindi un atto d’amore reciproco, quello della città ad un maestro straordinario, quello di un artista ad una amatissima patria d’elezione.
Noto per la sua produzione grafica e per i suoi acquerelli, pittore, illustratore, affichiste, negli ultimi quindici anni Folon si era scoperto scultore, realizzando grandi fusioni in bronzo dei suoi omini stilizzati, dei suoi uccelli ritagliati nelle nuvole, linee pulite, armoniose, il rinnovato linguaggio di un poeta sognatore che scopre il fascino della materia, così lontana dalla leggerezza surreale dei suoi paesaggi atmosferici e dei suoi personaggi fantastici, un sentire pesantemente terreno nel quale si era immerso con giovanile entusiasmo.
Così come aveva fatto pochi anni fa, in una sperimentazione per lui nuova, la sintesi di musica ed arte, collaborando nel 1995 con Fiorella Mannoia, allestendo una mostra in occasione del suo tour, e ripetendo l’esperienza nel 1998 con Ivano Fossati.
Perchè, si sa, gli artisti non invecchiano mai, finchè sono capaci di cercare ciò che la vita può riservare di nuovo, che aspetta solo loro per essere scoperto.
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Trovi una poetica riflessione sulla morte, o sulla vita, nelle pagine della guida di Friuli Venezia Giulia, Luisa Maria Carretta, che, con il poeta, ci dice :
“Non è soltanto quando stai morendo
che l’intera vita ti passa in un lampo davanti agli occhi…..”
arch. Vilma Torselli









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