A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 08/12/2005
"La mente sedotta dall’arte. Un’esplorazione delle basi percettive della bellezza e della creatività", un affascinante viaggio alla ricerca delle ragioni fondamentali delle complesse attività umane.
“La mente sedotta dall’arte. Un’esplorazione delle basi percettive della bellezza e della creatività”, questo il titolo della più recente conferenza, tenuta il 25 novembre 2005 presso L'Aula Magna dell’Istituto “Suore Sacramentine” a Bergamo, del Dott. Luca Francesco Ticini, neurobiologo e vicepresidente fondatore del comitato per la promozione delle neuroscienze, tra le quali c'è la neuroestetica che si propone di esplorare, in particolare, le differenti espressioni artistiche dal punto di vista neurobiologico, per cercare nella fisiologia della mente (e, quindi, del nostro cervello) le ragioni fondamentali delle complesse attività umane.
Attraverso le opere di Emilio Belotti e gli abiti di Giuseppe Papini il prof. Ticini indaga il rapporto tra arte e mente ed il fondamentale ruolo svolto dal cervello nell'immaginare, provare emozioni, realizzare associazioni, creare ed amare un’opera d’arte.
Cerchiamo di conoscere meglio Luca Francesco Ticini e la neuroestetica attraverso l'intervista da lui rilasciata in occasione della conferenza, intervista che verrà prossimamente pubblicata su 'L'eco di Bergamo'.
"La neuroestetica è un nuovo campo di ricerca che si avvale delle moderne tecnologie, come la risonanza magnetica funzionale, per cercare di capire cosa succede nel nostro cervello quando guardiamo un’opera d’arte e proviamo delle emozioni.
Non è una scienza che vuole spiegare l’arte, essa può essere definita come un momento di incontro, un dialogo fra neuroscienziati, artisti e filosofi con lo scopo di capire meglio la nostra mente..... "
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Luca Francesco Ticini, neurobiologo, ha studiato presso l’Università degli Studi di Trieste e attualmente lavora presso il Center of Neurology dell’Hertie-Institute for Clinical Brain Research, di Tuebingen (Germania). I suoi progetti scientifici sono finanziati dal programma di ricerca dell’Unione Europea “Marie Curie”.
È presidente della Società Italiana di Neuroestetica “Semir Zeki” (www.neuroestetica.org), vicepresidente fondatore del Comitato per la Promozione delle Neuroscienze, membro della Società Italiana di Neuroscienze, rappresentante dell'Istituto di Neuroestetica di Londra (UK) e Berkeley (California).
Ha tenuto seminari presso Università, Istituti culturali ed artistici e di divulgazione scientifica nazionali ed internazionali. È autore di numerosi articoli e saggi che approfondiscono le relazioni fra le diverse espressioni artistiche e la fisiologia del cervello, nonché di testi critici per artisti e stilisti di fama.
Ha collaborato a diverse esposizioni patrocinate dal Ministero della Ricerca ed ideatore e curatore della mostra “Genialmente, l’arte del cervello”. Per questa iniziativa - che ha coinvolto nel comitato scientifico scienziati di altissimo livello come Semir Zeki e Manfredo Massironi e lo stilista Ottavio Missoni - Ticini ha ottenuto l'apprezzamento per l’originalità ed il valore scientifico dal Presidente della Repubblica Italiana.
Emilio Belotti, nato a Castelli Calepio (BG) nel 1964, compie gli studi artistici al liceo artistico di Bergamo, di Iconografia al Centro Studi Russi di Seriate, di Arte Visiva a Spilimbergo, diplomandosi in pittura nel 1986 all'Accademia delle Belle Arti di Brera di Milano.
Comincia nel 1978 a partecipare a mostre estemporanee ed a tema, ottenendo vari riconoscimenti e premi, oggi suoi dipinti, affreschi, mosaici e vetrate sono conservati in collezioni pubbliche, private e di culto, quali la Pinacoteca d'Arte Contemporanea di Ruffano, il Museo internazionale d'Arte Contemporanea di Alessano, il Museo Mariano d'Arte Contemporanea di Comacchio, il Museum of The Royal House of Portugal.
Diversi i titoli accademici e i riconoscimenti critici al suo lavoro in monografie, pubblicazioni e recensioni. Attualmente è docente di disegno e storia dell'arte a Bergamo.
Belotti lavora su tele di grandi dimensioni con tecnica ad olio e acrilico, proponendo come tema ricorrente il labirinto, in un gioco ad incastri di volumi, di forme, di colori, di luci e ombre, senza evidenziare nelle sue opere un centro compositivo o un protagonista principale, cosicché l'illusione prospettica induce a viaggiare in spazi astratti, indifferenziati, quasi trascendentali, che ricordano gli spazi della mente, della coscienza e dell'incoscienza dove tutto può assumere qualunque significato noi vogliamo dargli.
Il simbolismo informale di Belotti induce ad un viaggio introspettivo e ogni quadro è una pagina su cui meditare a lungo nel tentativo di penetrare una dimensione altra, una illuminazione interiore che ci potrebbe forse avvicinare al divino.
Giuseppe Papini, stilista e designer, è specializzato in abiti da sposa, che realizzata nel suo atelier di Bergamo.
I suoi abiti da sposa e da matrimonio si distinguono per le loro caratteristiche linee essenziali, definite, scultoree nella loro strutturazione quasi architettonica, e rivisitano in chiave attuale lo stile anni '50 e '60.
Secondo il più classico made in Italy, Papini conduce nella "progettazione" delle sue collezioni un'accurata ricerca sartoriale, con grande attenzione al dettaglio ed alla rifinitura, alla pulizia della forma, rigorosa eppure fantasiosa, per un risultato di impeccabile equilibrio tra linea e volume, dove il gioco delle simmetrie e delle asimmetrie si svolge sotto il controllo rigoroso di una grande esperienza sia creativa che esecutiva.