Un solo figlio a famiglia, una legge di controllo per far fronte al sovrapopolamento demografico
A cura di Luna di Giada
Pubblicato il 27/09/2005
Le la società e le istituzioni cinesi hanno conosciuto una stabilità sorprendente per più di duemila anni, fino all'inizio del nostro secolo, questo è sicuramente dovuto all'esistenza della classe dei mandarini, i funzionari letterati. Grande servitori dello Stato, incaricati dell'intera gestione degli affari pubblici (fiscali, giuridici, giudiziari, economici, militari, lavori pubblici ecc.) i mandarini furono l'ingranaggio essenziale e unitario dello Stato e dell'Impero.
Ciechi ingranaggi del potere imperiale
Questo Stato totalitario, che dirigeva tutte le attività e decideva di tutto, fu anche uno Stato burocratico e centralizzato. "Stato - provvidenza tentacolare, Stato-moloc totalitario" ha scritto Étienne Balazs nella sua preziosa opera,
Di fatto, questa burocrazia imperiale deteneva un potere assoluto sull’intera società e fin nel più profondo dell'impero. Ma i mandarini erano in primo luogo i rappresentanti dell'imperatore e della sua autorità, e si sa quanto fosse autocratico il potere degli imperatori cinesi. I mandarini venivano formati in modo da essere soltanto i ciechi ingranaggi di questo schiacciante potere imperiale. Tuttavia questo non significa che non fossero investiti di un prestigio immenso, prestigio accresciuto dal fatto che in Cina i funzionari del mandarinato e i letterati della classe intellettuale si sono sempre confuse. Infatti questa classe - l'unica nobiltà riconosciuta - non si basava su privilegi aristocratici ereditari, né sulla proprietà fondiaria né sulla ricchezza, ma sul merito culturale. Il reclutamento in quest'élite era riservato a coloro che erano riusciti in difficili ed estenuanti concorsi.
Un privilegio derivato dai meriti intellettuali
Quindi, tramite i successi personali ai molteplici concorsi e tramite il grande prestigio conferito dall'erudizione, il letterato vincitore si nobilitava da sé. I titoli ereditari esistevano soltanto per i membri della famiglia imperiale e per i discendenti di Confucio, che del resto erano molto poco numerosi, e tutti distribuiti nella sola provincia dello Shandong, culla di questa illustre famiglia da 26 secoli.
Profondamente originale e tipicamente cinese, questa concezione che privilegia i meriti intellettuali su tutti gli altri (ricchezza, nascita ecc.) doveva segnare profondamente l'Europa del XVIII e XIX secolo. I vari movimenti rivoluzionari che nacquero allora in Occidente non mancarono di ispirarvisi. I sistemi di reclutamento tramite concorso stabiliti in Francia dal
Così, in Cina, accanto all'universo plebeo delle classi sociali più basse (contadini, artigiani, mercanti) e della classe "vile" degli emarginati (facchini, attori, prostitute ecc.) e prima che emerga, all'inizio del secolo appena passato, una borghesia capitalista, la casta privilegiata dei mandarini o funzionari letterati è stata, per due millenni, la vera e propria armatura, trave maestra della società. Questa specie di oligarchia letteraria, relativamente poco numerosa, era davvero molto potente in Cina; ed è per una vera e propria cooptazione che si rinnovava, dato che era lei stessa a controllare l'insegnamento e l'intero sistema degli esami.
Si organizzava in una doppia gerarchia, civile e militare, e ognuno di questi due rami comprendeva nove livelli, che a loro volta si sdoppiavano in due classi. I viceré e i governatori di provincia, per esempio, erano dei mandarini di 1° rango, mentre i sotto prefetti venivano scelti tra i titolari del 7° grado amministrativo. Quanto ai loro assistenti, all'ultimo gradino di questa gerarchia, erano soltanto piccoli mandarini di 9° grado.
Alcuni particolari della loro pettinatura e dell'abito che portavano consentivano di riconoscerne istantaneamente il rango. Lo statuto, la votazione (e quindi il loro avanzamento e la loro destinazione) tenevano conto delle virtù e delle qualità di cui erano dotati, che venivano giudicate in funzione del credo confuciano. In breve, questa casta tanto singolare, questa nobiltà mobile e continuamente rinnovata, le cui radici molto spesso affondavano tra il popolo, merita tutta la nostra attenzione, perché rivestì un ruolo immensamente importante. I mandarini avevano perfino un diritto di rimostranza nei riguardi del Figlio del Cielo, l'Imperatore! E spesso furono la vera e propria fonte di ispirazione della politica imperiale. Perciò, sotto molti aspetti, anche se il tutto era coronato da un imperatore dai poteri esorbitanti, questo sistema di "burocrazia celeste" fu di fatto piuttosto democratico e precursore.
S'impone una prima osservazione: il termine "mandarino" non è cinese e non ha neppure un equivalente nella lingua di questo paese. Si usavano titoli di ogni genere che si riferivano ai gradi e alle funzioni; a rigore, forse il termine guan funzionario, sarebbe più appropriato. Tutti i dipendenti civili e militari dei servizi un tempo designati con il termine collettivo di bai guan, "le cento funzioni", portano il nome generico di guanfu, che traduciamo a sua volta con "mandarini". Questa parola "mandarino" deriva probabilmente dal portoghese "mandar" che significa "comandare, ordinare... mandare a chiamare". Secondo altri deriverebbe dal termine "mantrin" che, in India e in Malesia, designa il "detentore delle formule", i famosi mantra del buddhismo tantrico. "Mandarino" deriverebbe quindi dalla deformazione della parola indiana che i portoghesi sentivano nella loro enclave di Goa.
Poco importa: quel che è certo è che non si tratta di un termine cinese ( Continua )
Fonte tratta da da Tuttocina.it
Curiosità : Esami statali
Furono gli HAN nel
Libro Consigliato sull'argomento : L'inferno degli esami : studenti mandarini e fantasmi nella cina imperiale