Il viaggio verso Jalalabad era iniziato una settimana prima.
Parlando con un amico pakistano ero venuto a conoscenza che c’era la possibilità avere un permesso di 24 ore per recarsi in Afghanistan per fare visita ai parenti e/o conoscenti.
Fu così che feci la conoscenza con Rafique che poi divenne il driver che mi condusse in Afghanistan.
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Con Rafique, che effettivamente aveva dei parenti a Jalalabad, andai all’Ufficio Immigrazione di Peshwar e compilai il modulo per il permesso.
Mi venne concesso per il sabato successivo.
Una delle condizioni era che dovevo assoldare dei “gun men” a protezione della mia incolumità ed evitare di abbandonare la strada principale perché nella zona erano presenti delle mine e NON ci sono mappe per cui la bonifica va a rilento.
A Peshwar, presso la locale polizia ne assoldai uno, e dopo il Kyber Pass, in territorio Afridi ne assoldai un altro.
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Il viaggio era interessante, un susseguirsi di gole, contrafforti, grotte. La GT Road, l’antica Via della Seta, collega Kabul, passando per Jalalabad, Peshwar, Taxila, e su verso il Kashmir per affrontare il Kunjerab Pass ed entrare in Cina verso Kashgar per proseguire verso Urunqi e raggiungere Beijing.
Il Kyber Pass fu teatro di sanguinose battaglie anche durante la colonizzazione inglese: molti cippi rendono omaggio ai valorosi battaglioni di truppe anglo-indiane che affrontarono i russi per poter avere il dominio dell’Afghanistan.
Questo dimostra l’importanza strategica della zona ancora prima del possibile corridoio del petrolio Kazako verso l’Oceano Indiano.
Continua .
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Luigi2









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