Il dato riguarda ogni tipo di violenza, dallo stupro ai maltrattamenti subiti tra le pareti domestiche, a quelli sul luogo di lavoro.
“Purtroppo non esistono statistiche uniformi nelgi Stati membri e la raccolta dei dati è scarsa ed episodica. Purtroppo ci bastano epr affermare che la violenza contro le donne è una vera e propria piaga sociale. Anche in Europa” . Così ha commentato la commissaria Ue al lavoro e agli affari sociali, Anna Diamantopoulou.
Per combattere questa ” epidemia” che attraversa classi sociali, luoghi di residenza e età, e che tra le donne di 15-44 anni colpisce più del cancro o della malaria, la commissaria europea, insieme a Nicole Pery, sottosegretario francese ai diritti delle donne, e Maj-Britt Theorin,presidente del Comitato parlamentare sulle uguali opportunità, hanno spedito una lettera ai premier degli Stati membri della Ue, per chiedere un impegno politico concreto.
Ai primi ministri dei Quindici, “gli uomini più importanti d’Europa”, viene chiesto di indossare in occasione del 25 novembre ( giornata internazionale contro la violenza alle donne) un natro bianco all’occhiello, diventato simbolo di questa lotta.
Ai governi si chiede un impegno sul fronte legislativo, degli interventi sociali, della raccolta dei dati e della prevenzione.
Secondo uno studio olandese, ogni anni il costo sociale delle violenze contro le donne è di 150 milioni di euro.
Una ricerca canadese sottolinea che il 30% delle moglie picchiate dai mariti sono costrette ad abbandonare il lavoro a causa dei maltrattamenti.
La lotta non è solo una battaglia sociale.
“E’ il comportamento degli uomini che deve cambiare, perchè c’è una battaglia culturale da fare e chiediamo ai premier di giocare un ruolo decisivo perchè le cose cambino”

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