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Salute & Benessere

La Dieta Mediterranea è "salvacuore"

A cura di Anna Russo

Pubblicato il 02/06/2004

La Dieta Mediterranea dimezza il rischio di mortalità nei pazienti colpiti da infarto, indipendentemente da farmaci, fumo e stile di vita.

 

Sono stati presentati al XXXIV Congresso dell'Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri i risultati del primo studio che misura gli effetti  "salvacuore" della dieta mediterranea.

 

La dieta mediterranea dimezza il rischio di mortalità nei pazienti colpiti da infarto, indipendentemente da farmaci, fumo e stile di vita: è il risultato di quattro anni di indagini realizzate dall'ANMCO (Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri) ) in collaborazione con l'Istituto "Mario Negri" di Milano, condotta su più di 11.000 pazienti colpiti da infarto in 172 centri ospedalieri distribuiti su tutto il territorio nazionale.

 

La ricerca, pubblicata dal prestigioso European Journal of Clinical Nutrition, è stata condotta nell'ambito dello studio GISSI-Prevenzione.

 

Il dott. Carlo Schweiger, Presidente di Heart Care Foundation, la Fondazione dell'ANMCO spiega:
"A ognuna delle oltre 11.000 persone coinvolte nella ricerca è stato consegnato un opuscolo illustrato con semplici indicazioni sui cibi da ridurre e quelli da aumentare per proteggere il cuore, consigliando a tutti di incentivare il consumo di pesce, frutta, verdura cotta, insalata e olio di oliva.

 

Ogni paziente ha poi compilato un questionario alimentare all'inizio dello studio e dopo 6, 18 e 42 mesi.

 

In tal modo è stato possibile 'misurare' le abitudini alimentari prima dell'evento e nei mesi e anni successivi. Considerando la frequenza di assunzione dei cibi consigliati, è stato costruito un punteggio di  'rischio alimentare' da 0 a 10, in cui 10 rappresentava le migliori abitudini dietetiche cioè la miglior dieta mediterranea.

 

I risultati sono stati sorprendenti: coloro che avevano 10 in pagella hanno avuto una mortalità ridotta del 49% rispetto a quelli con lo stile alimentare peggiore.

 

Non solo. Le modificazioni dietetiche indotte dal semplice opuscolo informativo hanno comportato una riduzione media di mortalità del 14% in tutta la popolazione dello studio".

 

Il dott. Alessandro Boccanelli, Presidente dell'ANMCO, afferma: "La nostra dieta, simbolicamente rappresentata da frutta, verdura, olio di oliva, pesce, magari con l'aggiunta di un bicchiere di vino a pasto non solo è un 'salvacuore' ma è appetitosa, alla portata di tutti, migliora la qualità della vita e soprattutto l'allunga.

 

Inoltre se questi cibi proteggono chi ha già avuto un infarto, a maggior ragione ne possono prevenire l'insorgenza.

 

L'importanza di questo studio sta nell'aver dato evidenza scientifica a teorie largamente condivise, colmando un vuoto e accertando gli effetti 'salvacuore' della dieta mediterranea''.

 

Il celeberrimo "Seven Countries Study", condotto da Ancel Keys ed altri eminenti nutrizionisti, documenta l'esistenza di uno stretto parallelismo tra la diffusione delle malattie cardiovascolari e l'eccesso di grassi animali nella dieta.

 

Esso dimostra anche che gli oli vegetali, ricchi in acidi grassi insaturi, esercitano un'azione protettiva ipocolesterolemizzante ed antiaterogena.

 

Le malattie cardiovascolari (infarto cardiaco, ipertensione, ictus cerebrale) sono la principale causa di morte in Italia e nei paesi industrializzati.

 

La campagna "2004 anno del cuore", coordinata dal Ministero della Salute, coinvolge le Associazioni, Fondazioni e Società scientifiche di cardiologia più rappresentative a livello nazionale riunite nell' "Alleanza per il cuore" allo scopo di rendere più efficaci ed omogenee le iniziative mirate a combattere le malattie cardiovascolari.

 

- La Piramide della Salute

 

 

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