
Mediterraneo il menù per il 58% dei tifosi del Belpaese che guardano le partite di questi Mondiali da casa. È quanto si evince da uno studio condotto dalla bottega enogastronomica online “Esperya”.
L’indagine è stata condotta su un campione di 50 nutrizionisti italiani per appurare se effettivamente i nuovi ritmi imposti dalla scorpacciata televisiva di partite possano segnare una sensibile impennata di grassi e carboidrati nella dieta dei loro assistiti.
Nemmeno durante la visione delle gesta della Nazionale Azzurra, dunque, gli italiani rinunceranno a consumare prodotti di qualità.
“Junk food” (cibo spazzatura), solo per il 20% che non si farà scrupolo a consumare fritti, cibi calorici, dolci e bevande gassate.
Per la restante percentuale dei tifosi, principalmente donne, il 22%, nemmeno un evento di portata internazionale come i mondiali di calcio, servirà a modificare la dieta ferrea imposta dall’arrivo dell’estate e della prova bikini.
Il consiglio degli esperti è comunque quello di mantenere inalterate le buone abitudini alimentari, privilegiando i cibi di origine italiana, freschi e genuini, per qualsiasi tipo di regime dietetico.
“Bisognerebbe evitare - spiega il professor Carlo Cannella, docente di scienze dell’alimentazione all’Università La Sapienza di Roma - di consumare i pasti davanti alla tv nei momenti di maggiore concitazione nervosa. Piuttosto consiglierei di mangiare nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo, spegnendo la televisione. Solo così si potrà prestare la giusta attenzione alla qualità e alla quantità di ciò che si mangia e sentire, quindi, i sapori. La migliore mozzarella di bufala, per fare un esempio, se gustata senza apprezzarne la gommosità e senza sentirne il caratteristico sapore muschiato, finisce per essere pari a qualsiasi altro formaggio”.
Il cibo, dunque, non deve essere interpretato solo come un mezzo per arrivare alla sazietà, ma anche e piuttosto come un momento di piacere, accresciuto ancor di più dall’uso di ingredienti colorati, che richiamino, magari, quelli della bandiera nazionale.
“La cosa migliore per non perdere tempo, non alterare la linea e, al tempo stesso, inneggiare alla compagine italiana - suggerisce il professore Michele Carruba, presidente della Società Italiana dell’Obesità - è una bella insalata bianca, rossa e verde con indivia, foglie di lattuga e pomodori. Di certo non si può pensare di fare pranzo o cena nel bel mezzo di una partita, ma al massimo uno spuntino. Quanto alle caratteristiche nutrizionali, i prodotti italiani sono di gran lunga da preferire a quelli d’importazione perché sono più buoni e fanno anche bene alla nostra economia”.
Anna Russo









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