
Con l’obbiettivo di rendere Trieste una tra le città più belle e suggestive, negli anni ‘30 si attua una politica architettonica che porterà a grandi ed evidenti modifiche nella fisionomia della città.nbsp;
Tale rinnovamento è caratterizzato da due aspetti: l’uno teso a glorificare il Regime, che caratterizza l’imponenza dell’architettura di questo periodo e che ricerca uno stile in linea con quello nazionale, rappresentato da Architetti attigui alla politica nazionale, comenbsp;nbsp; Marcello Piacentini, l’altro teso all’avvicinamento ad una poetica europea e razionalista, che si esprime in maniera più complessa e variegata attraverso l’opera di Professionisti quali Umberto Nordio, Camillo Jona, Andrea e Guido Ghira, Riccardo Pollack e molti altri.
Il desiderio di avvicinamento di questi ultimi a forme architettoniche più vicine agli stilemi europeinbsp; si esprime sia attraverso la ricerca di fogge più moderne, sia attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie innovative.
Testimonianza viva ed indelebile del periodo sono dunque gli edifici che sorgono in una Trieste che rinnova il proprio volto soprattutto nel centro cittadino e nella zona fronte mare, dove si sviluppano la Stazione Marittima e l’Idroscalo.
Esempio e simbolo della ricerca architettonica di questo periodo, è la rampa elicoidale del mercato rionale coperto in Largo Barriera.
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Foto Riprodotta a fini didattico esplicativi
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Luisa Maria Carretta









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