
Da “Grande Fratello” a “Saranno famosi”, fino al boom di film come “The Truman show” etc il fenomeno dei “reality show” si è tramutato da tempo in qualcosa di più di una banale curiosità di costume. Il “protagonismo dell’uomo qualunque” si esprime e si esibisce in figure forti, libere, indipendenti eppure fatalmente sedotte dal piccolo schermo portatore di grande popolarità.
Per chi ancora non lo sapesse in America esiste anche un reality di Chirurgia Estetica.
E’ di qualche giorno fa la notizia che I produttori Extreme Makeover
sono stati citati in giudizio poiché avevano garantito a una concorrente di trasformare il suo viso rendendolo bello ed attraente. Successivamente l’operazione fu cancellata perchè la mascella della ragazza risultava essere troppo lunga per essere migliorata.
La notizia del diniego avrebbe sconvolto la concorrente al punto tale da suicidarsi ingerendo un cocktail di alcool, pillole e cocaina.
Eppure non è la prima volta che la fabbrica dei sogni si trasforma in un’industria di tragedie: una concorrente si è sparata nella sua macchina dopo aver perso la possibilità di continuare il reality «The Contender», in Australia c’è anche chi ha cercato e trovato la morte dopo aver partecipato al reality «La Colonia».
In questo vortice chiamato televisione del reale capita anche di trovare una notizia quasi irreale data la bellezza: ad ottobre in Olanda una ragazza di 27 anni, tra i concorrenti della trasmissione Big Brother, ha dato alla luce una bimba, nello studio televisivo del famoso programma.
L’Olanda per fortuna ha regole rigide sull’uso di bambini in programmi televisivi e nelle riprese cinematografiche e Il ministero ha dunque messo alcuni limiti sulle riprese dei primi giorni di vita della neonata che dovrà restare in intimità con la madre e con la nonna arrivata per l’occasione, nella casa.
Quattro o più vite perse nel nulla ed una sola che ci riporta alla vita.
Quello che i concorrenti vivono e in cui si immedesimano è un ruolo stereotipato al punto tale da perdere di vista la realtà fino al punto di perdere la vita per pochi minuti di visibilità.
Un produttore di reality, Paolo Vasile, osserva «la vedova fa la vedova, l’abbandonata fa l’abbandonata, il mandrillo fa il mandrillo, ognuno interpretando un ruolo che ha nella testa, alla fine non sapendo neanche più dove arriva la finzione, confondendo il reale con il realistico».
Il regista? il Pubblico.
E’ lui che decide chi deve vivere o sopravvivere.
E’ lui che ne decreta vittoria o sconfitta.
E’ a lui che si rivolge la finzione.
Lui risponde, attento o superficiale che sia, rendendo vero ciò che vero non è.
Ma il pubblico non siamo noi ?
La bimba? Sì la chiameremo Martina, avrà i tuoi occhi, lei vivrà.
Riproduzione Riservata Luisa Maria Carretta
Immagine riprodotta a fini didattico-esplicativo

Luisa Maria Carretta









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