
Adesso la badante vien da (Nord)Est
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La piccola pensione che non basta più. Un evento straordinario in famiglia che richiede di aggiungere un’entrata allo stipendio del marito, diventato insufficiente all’improvviso. Oppure la separazione familiare che costringe la donna a cercarsi di punto in bianco un lavoro. Un lavoro che, vista la crisi, è difficile da trovare. E così si diventa badante. Accade in Romania, accade in Moldavia e in molti altri paesi dell’Est. Ma ora accade ben più vicino, in Italia. Accade in Veneto come in Friuli Venezia Giulia e riguarda le donne di qui. Può stupire, certo, ma negli ultimi tempi la badante non parla più soltanto una lingua straniera, parla anche l’italiano. E non si tratta del lavoretto di qualche ora, svolto per lo più in nero, e limitato alle pulizie domestiche, fatto giusto per arrotondare.nbsp; Ora, accanto alle badanti straniere regolarizzate, sempre più italiane si fanno contrattualizzare per assistere gli anziani. A conferma di questo nuovo fenomeno sono i dati degli “sportelli-badanti”, aperti in Veneto e Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto Occupazione e servizi alla persona, promosso da Ministero del Lavoro, Italia Lavoro, Patriarcato di Venezia, Regione Veneto e Regione Friuli Venezia Giulia con il supporto operativo delle Caritas diocesane.
L’incontro tra domanda e offerta. A questi sportelli si rivolgono famiglie che ricercano una persona per assistere un proprio caro anziano, così come si presentano signore - straniere e ora anche italiane - che si candidano a svolgere il servizio di assistenza.
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Solitudine fisica, morale, psicologica.
Tra i tanti abbandoni quello di una persona debole come un anziano o un minore è quello più vile ma non deve farci dimenticare tutti i figli, nipoti, parenti o singoli cittadini che invece operano per il loro bene. Non credo vi sia differenza fra chi si occupa di un anziano o di una persona bisognosa di cure.
Alle donne che svolgono questo tipo di lavoro ed il cui impegno è totale non è stato finora purtroppo riconosciuto l’alto valore sociale, morale e umano che questi gesto comporta
Stare accanto alla sofferenza significa il più delle volte viverla.
Ma gli angeli, si sa, sono spinti da un vento diverso che gli adulti il più delle volte non sanno accarezzare
RR LMC
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Luisa Maria Carretta









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