La Fermento pubblica il romanzo d’esordio di Roberto Ottonelli
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Lo Psicologo
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“Voglio essere il tuo incubo peggiore”
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Roberto Ottonelli è uno come tanti: ragioniere programmatore, ha la fortuna di lavorare a cinque minuti da casa evitando il caos di Milano, guarda il tg delle otto insieme con la sua famiglia. Un giorno come gli altri una notizia lo colpisce: una ragazzina uccide sua madre e il suo fratellino a coltellate. Nasce così, dal turbamento e dall’incredulità, la voglia di capire. E di spiegare.
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“Lo Psicologo”, il suo romanzo d’esordio ci mette davanti alla realtà complessa e brutale di una serie di omicidi che trovano spiegazione solo nelle parole del killer. Come per la piccola Erika. Chissà se ce ne ricordiamo ancora.
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Milano. Gianluca, un uomo come tanti. Giulia, una donna come tante. I reciproci tradimenti e l’allontanamento della moglie portano Gianluca alla pazzia. Fra chat ed email, i cadaveri delle donne massacrate si susseguono. Il detective Sommese si mette sulle sue tracce dando inizio al vagabondare di Gianluca. Parigi e poi la Sicilia, dove sembra riuscire a cominciare una nuova vita. Diventa uno psicologo, o quasi. Forse solo un abile consigliere capace di ascoltare e cambiare la vita di tante persone. Ma il passato ritorna: il cerchio si chiuderà inesorabilmente sulla testa dello “psicologo” Gianluca Ravaglia.
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Un noir da brividi, schietto e preciso come la lama di un coltello puntato alla gola. I dialoghi si inseguono senza posa lungo le curve di questa storia raccontata con gli occhi del protagonista, un essere umano che lotta con il suo essere killer, che lotta per salvarsi.
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“Ho scritto questo romanzo per comunicare il mio punto di vista, che è solo un punto di vista: non è il migliore, non è l’unico, non pretendo di insegnare niente a nessuno. Mi piace pensare che possa essere il punto di partenza per qualche riflessione sulla realtà che ci circonda. Conosco gente che crede di non avere le risposte giuste; a mio parere sarebbe un buon inizio cominciare col porsi delle giuste domande…” (Roberto Ottonelli)
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Con Pirandello, Coelho e King nella testa, Roberto Ottonelli ci regala un romanzo eccezionale, vivo. Da non perdere.
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“La storia che sto per raccontare narra di una vicenda dai contorni cupi e dalle tinte fosche, un intreccio all’interno del quale non ci saranno vincitori né vinti, un episodio fra i tanti se si vuole, di quelli su cui ci si sofferma leggendo l’articolo sul giornale, che magari diventa argomento di conversazione per un paio di giorni fino ad essere rimosso, soppiantato da una nuova notizia più fresca e interessante.
Tutto sarebbe diverso, certo, se fossimo direttamente coinvolti ” (p.11)
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“Chi mi spiega perché una ragazza come tante, che fa l’amore con il suo ragazzo spesso e volentieri a 17 anni, un giorno come gli altri, attenda sua madre e il suo fratellino a casa con un coltello da cucina e infierisca su di loro con novantasei fendenti? Io alla sua età correvo dietro ad un pallone; quella vicenda mi scosse profondamente, un po’ mi cambiò dentro e non sono riuscito a dimenticarla Voi?” (p.133)
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“Se a scatenare tutto quanto fossi stato io? Quante volte mia moglie mi doveva aver atteso, una mia gentilezza, una mia parola che non arrivava mai, per lo meno quella che avrebbe tanto voluto sentirsi dire. Da che diavolo potevo essere preso di più importante? Nulla, niente più mi interessava, ero assuefatto dalla vita, vedevo scorrere fatti, circostanze, persone accanto a me; tutto mi disgustava, avevo ormai smesso anche di lamentarmene.” (p. 201)
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“Posso essere dolce e amorevole, freddo e calcolatore, razionale, pazzo, tranquillo, nervoso. Come tutti, diverso da ognuno.” (p.205)
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Per maggiori informazioni:
Stefania Leonbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;nbsp;
Ufficio Stampa Fermento
guidagiallonoir









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