L’Autocombustione Umana: Un Fenomeno Impossibile?

I casi di cronaca che documentano questo fenomeno si succedono ormai da tre secoli, e mentre per alcuni di essi sono state avanzate ragionevoli ipotesi, per la maggior parte dei essi la scienza medica ancora non sa dare una risposta convincente, e soprattutto univoca, che possa validamente motivare il fenomeno.

Non è certo la prima volta che la scienza e la conoscenza umana lasciano inspiegati degli eventi ragionevolmente documentati e quindi impossibili da ignorare, ma in assenza di una spiegazione scientifica del fenomeno resta il fatto che la combustione umana spontanea è uno dei casi più inquietanti ed atroci, tale da infiammare la fantasia popolare e da ingenerare incredibili leggende.

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Tuttavia, a dispetto dei numerosi casi di cronaca ampiamente documentati, la scienza continua a ritenere questo fenomeno come NON esistente. Non esiste infatti nella casistica medica alcuna citazione di questo evento, non risulta compreso tra le malattie elencate nell’International Classification of Diseases, compilata a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e non è riportato nemmeno nell’Indice Medico Internazionale.

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In poche parole non esiste.

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Ma la domanda, particolarmente inquietante, che ci si continua a porre è: “Può un corpo umano prendere improvvisamente fuoco in maniera autonoma e trasformarsi in cenere nel volgere di pochissimi minuti?”

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La scienza medica sostiene di no, i casi di cronaca continuano a dimostrare il contrario.

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Il fatto che non esista una spiegazione logica, razionale o scientifica non annulla automaticamente il verificarsi di un fenomeno che, se pur inspiegabile, continua ad essere segnalato con allarmante regolarità da quasi trecento anni.

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L’autocombustione umana, così come generalmente è noto, pare colpire persone di ogni ceto sociale, di ogni razza, di ogni tempra fisica ed età. Nessun comune denominatore apparentemente lega o accomuna i casi. Persone normalissime senza alcuna causa fisica riconoscibile prendono improvvisamente fuoco e i loro corpi si trasformano in pochissimo tempo in un ammasso di cenere.

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I soggetti colpiti sembrano addirittura non percepire il pericolo e non avvertire dolore, come se il fuoco divampasse al loro interno si incendiano e muoiono rimanendo ferme nella medesima posizione assunta al momento dell’incidente, senza gridare né cercare aiuto, senza fuggire, come se venissero letteralmente consumati sul posto.

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Il fenomeno si manifesta in maniera improvvisa e altrettanto repentinamente le persone muoiono senza lasciare altra traccia del loro passaggio su questa terra che un misero mucchio di cenere bianca. Niente che umanamente si conosca, nemmeno le altissime temperature dei forni crematori, potrebbero ridurre un essere umano in cenere, nel volgere di pochi minuti.

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Tutto questo da un punto di vista fisico, logico e scientifico non dovrebbe esistere, ma invece si verifica, con una casistica ormai talmente ampia da poter addirittura azzardare delle statistiche.

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Del resto non è la prima volta che fenomeni dimostrati non risultano spiegabili scientificamente, eppure accadono, e continuano ad accadere. Ancora a lungo forse il mistero resterà tale, in quanto le vittime spesso non hanno nemmeno modo di accorgersi di quanto accade, vengono consumate istantaneamente e i pochi sopravvissuti non conservano alcuna memoria dell’accaduto e non sanno offrire alcuna spiegazione logica.

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La dinamica fisica degli eventi, in tutti i casi osservati, sembra essere la stessa. Una persona qualunque prende improvvisamente fuoco, le fiamme appaiono generate dall’interno, e il corpo umano viene consumato nel giro di pochissimi minuti, a volte solo una manciata di secondi, del corpo umano alla fine rimane solo cenere, raramente qualche osso, per lo più appartenente agli arti inferiori, che soli sembrano rimanere miracolosamente illesi. L’evento è talmente improvviso da rendere inutile ogni tipo di soccorsi, i soggetti che si sono salvati spesso muoiono successivamente, e i sopravvissuti si contano sulla punta delle dita.

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L’incendio che divampa tuttavia sembra essere estremamente violento e localizzato, al punto che la mobilia, gli oggetti e i locali circostanti non riportano alcun segno di bruciatura, mentre invece spesso, ovunque sul soffitto, sulle pareti e sui mobili si è riscontrata la presenza di una massa grassa e untuosa, che ancora colava quando sono intervenuti i primi soccorsi, come se la persona si fosse letteralmente liquefatta.

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Come può un organismo umano ridursi in cenere, quando perfino nei forni crematori è necessario triturare le ossa, separatamente, dopo l’inceneritura, con un apposito macchinario? Nemmeno le vittime di colossali incendi, che pure hanno divampato per parecchie ore, sono state mai ritrovate in questo stato, normalmente i corpi bruciati dalle &#nbsp;fiamme possono essere rinvenuti carbonizzati, ma mai inceneriti o liquefatti.

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Per quanto il fenomeno sia riportato ed osservato da secoli, ancora non si è trovata una ragionevole spiegazione, e la ragione vacilla. Senza dover ricorre necessariamente a teorie sovrannaturali è comunque lampante che una via deve essere tracciata, oltre la consueta abitudine delle componenti ufficiali di negare anche l’evidenza quando non si ha alcuna delucidazione da offrire.

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Troppe volte nel corso della storia ci si è rifugiati dietro allo scetticismo e al diniego&#nbsp; pur di non essere costretti a riconoscere fenomeni che non si riusciva&#nbsp; a comprendere.

Sono a dimostrarlo Galileo Galilei e Cristoforo Colombo, senza i quali saremmo ancora convinti che la terra è piatta e che al di là delle Colonne d’Ercole si spalanca un baratro senza nome, lo stesso baratro dell’ignoranza e della presunzione umana.

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Sabina Marchesi

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Pubblicato il lunedì 18 luglio 2005 in: Misteri e Delitti

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