A cura di Antonio Parziale
Pubblicato il 08/05/2005
Gli algoritmi di firma digitale sono una valida forma di autenticazione dell’origine dei dati e di verifica del mittente. Le firme digitali sfruttano entrambe le chiavi fornite dai sistemi asimettrici.
8.1 – firma digitale
Gli algoritmi di firma digitale sono una valida forma di autenticazione dell’origine dei dati e di verifica del mittente, ma anche del non ripudio di una firma o una scoperta di rivendicazione fraudolenta, tutto ciò grazie all’uso degli algoritmi asimmetrici, che permettono la risoluzione di una eventuale disputa senza la necessità di accedere alle informazioni segrete del firmatario (chiave segreta). Una delle applicazioni più importanti delle firme è la certificazione delle chiavi pubbliche in un grosso network; una terza persona fidata (trusted third party, TTP) lega l’identità di un utente alla chiave pubblica, cosicché altre entità possono autenticare la chiave ed il suo possessore senza la sua assistenza.
Le firme digitali sfruttano, come già annunciato, entrambe le chiavi fornite dai sistemi asimettrici nel seguente modo:
- Firma di un documento, o di un suo hash, tramite la propria chiave privata
- Verifica le firme ricevute tramite la chiave pubblica del mittente
L’unico inconveniente è che la firma di un documento fa sì che il volume delle informazioni scambiate raddoppi, e per questo si usa una funziona di hash, che fa un sunto univoco del messaggio tale da essere noto anche come “impronta digitale” del messaggio.