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Latino

EPHEMERIS: un giornale interamente scritto in latino

A cura di Taras66

Pubblicato il 24/02/2005

In Europa fra i vari paesi aderenti all'unione europea ancora non c'è un accordo su quale lingua adoperare per le comunicazioni ufficiali. Un tempo era il francese la lingua ufficiale dei diplomatici. Ora sembra prevalere l'inglese per varie ragioni. Pochi hanno pensato al latino, ritenuta tuttora da qualcuno lingua di elite. Ecco la prova, invece, che il latino è vivo più che mai e adatto alla comunicazione internazionale, come lo era un tempo.

foto intervento

Internet non finisce di stupirci, ogni giorno di più. Abbiamo a disposizione un giornale interamente redatto in latino. Ma non si tratta di un giornale qualsiasi, magari un giornalino scolastico, qualcuno penserà. No, tutt'altro. E' un giornale in piena regola, tutto dedicato ai fatti dei nostri giorni.

 

Cliccando sul link che trovate in basso, avrete immediatamente un'idea della impostazione del giornale, con una testata regolare, una suddivisione in 3 colonne scorrevoli grazie ai frame laterali.

A sinistra sono elencate le sezioni che corrispondono agli articoli principali che appaiono man mano, cliccando. A destra vi sono altri articoli, nella sezione denominata VARIA, ricca di spunti e commenti su tutto quanto riguarda il mondo dell'arte, della politica, della scienza e via discorrendo.

La redazione si trova a Varsavia ed i redattori non sono tutti polacchi, come qualcuno potrebbe pensare, ma c'è la rappresentanza di quasi tutta l'Europa, e non mancano persino americani e canadesi.

 

Verrebbe voglia di inviarne una copia alla nostra Moratti e a tutti i sapientoni che siedono (quando trovano il tempo) a Montecitorio, perché si rendano conto come la nostra tradizione classica ed umanistica viene rispettata e mantenuta viva all'estero. Da noi, invece, si fa di tutto per affossarla e delegittimarla sempre di più.

 

Ringrazio un amico polacco che mi ha messo al corrente di una iniziativa più che lodevole, apprezzata senza dubbio, almeno da tutti coloro i quali ancora sentono l'orgoglio di essere cittadini di un paese che, nonostante tutto, ha una tradizione ed una cultura invidiata dal mondo intero.


Grazie, Varsavia; grazie amici polacchi.



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