A cura di Taras66
Pubblicato il 14/05/2005
VITA ROMANA è un libro che, nonostante gli anni, conserva tuttora un fascino particolare per chi ama conoscere gli aspetti più quotidiani, e forse per questo meno noti del mondo romano. U. E. Paoli ci guida agevolmente attraverso la casa, l'arredamento, i cibi, i funerali, la schiavitù, le strade, gli avvocati, i medici, i viaggi, i divertimenti, il teatro, le credenze, ovvero tutti quegli aspetti particolari della vita nell'antica Roma, spesso ignoti, e tuttavia tanto importanti per conoscere da vicino i nostri antenati.
usi, costumi, istituzioni, tradizioni
"Vita romana", di Ugo Enrico Paoli, è un testo che tutti gli studenti conoscono o conoscevano, in particolare quelli della facoltà di lettere. Chi vuol fare delle ricerche particolari sulla vita pratica, quella giornaliera dei Romani del passato, sulle loro attività, professioni e persino gli hobby, non può fare a meno di ricorrere a questa preziosa guida sui nostri antenati. La prima edizione di questo aureo volumetto risale ad oltre quarant'anni fa, inserito nel catalogo della casa editrice Le Monnier di Firenze. Ne seguirono varie altre, pubblicate su licenza, di cui l'ultima, a quanto mi consta, nella collana Oscar Studio Mondadori.
Per presentare degnamente questo lavoro, tuttora validissimo, cedo
volentieri la parola allo stesso autore, il quale nella introduzione dice:
"L'interesse che tale argomento desta , fra le persone colte è molto
diffuso. Chiunque in un modo o in un altro sia tratto a pensare al mondo romano
(vede un rudere, legge una poesia, visita un museo ricorda un aneddoto storico),
non può immaginare quel mondo se non come un lontano mondo simile in gran parte
al nostro, con esigenze, consuetudini, modi di viver quotidiano, quali, in ogni
tempo, sono imposti agli uomini dalla loro condizione di uomini. Viene la
curiosità di informarsi come gli antichi Romani mangiassero, come arredassero la
casa, come vestissero, come passassero la serata,; di sapere a che ora i ragazzi
andassero a scuola, e se si portavano la merenda; in che modo avvenivano i
fidanzamenti; quali fossero i mezzi di illuminazione e di riscaldamento; se
usavano le partecipazioni funebri; se esisteva un qualsiasi servizio di posta;
se le case avevano un numero e, se il numero non c'era (come non c'era), in qual
modo sipotesse conoscere l'indirizzo delle persone". Ed ancora: "E' vero che i
Romani cuocevano i funghi col miele e i pesci con le albicocche e le pesche
spiaccicate? E' vero che le signore romane uscivano fuori di casa senza
cappello, ma usavano anche loro l'ombrellino e il ventaglio, e portavano la
borsetta? E' vero che gli invitati a un banchetto riportavano a casa gli avanzi
del pranzo, dentro un tovagliolo? E in molti, che, poco pratici di questa
materia , sono tuttavia desiderosi di sapere, la lista dei dubbi si allunga
all'infinito".
Queste sono solo alcune delle domande poste dall'autore,
mettendosi dalla parte del pubblico, e a tali domande egli risponde con estrema
chiarezza e semplicità, creando un vero e proprio manuale di vita romana
pratica. Per ogni domanda, infatti, c'è una risposta esauriente e precisa.
Come ho pensato a questo testo che, come ho detto, pur essendo alquanto datato, ha tuttora una sua vitalità oltre che utilità? E' presto detto. Lo spunto per riprendere in mano questo volume, me l'ha dato un'amica, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, che sta conducendo un'inchiesta sui piatti tradizionali della Puglia, cercando di trovare un legame con la cucina tradizionale degli antichi Romani. Il primo nome che ovviamente poteva venirmi in mente era quello di Apicio, l'autore del famoso "De re coquinaria". Tuttavia, se Apicio è un esperto di piatti e di ricette varie, il Paoli ci fornisce tutti i dettagli sui luoghi i modi e le circostanze in cui le pietanze venivano servite. Dunque il suo testo risulta il necessario complemento di quello che descrive dettagliatamente i segreti della cucina romana.
Struttura del libro. Il libro, in 280 pagine, si presenta diviso in due nuclei fondamentali, che sostanzialmente rispecchiano i due testi originari dalla cui fusione esso è derivato. Il primo nucleo ha il titolo URBS, ed è la descrizione delle origini della città, e come si andò trasformando ed evolvendo nei secoli dal punto di vista urbanistico, architettonico e, in generale, della stessa topografia.
Il secondo nucleo, "Vita Romana", è quello che dà il titolo al volume. Ed ecco la successione dei capitoli:
Un nucleo a parte è costituito dal capitolo intitolato "Vicende edilizie dell'antica Roma", che si ricollega al capitolo introduttivo "URBS". Un dettagliato indice analitico chiude il testo, utilissimo per i riferimenti ai numerosi dettagli presenti in tutto il volume. Un breve commento finale mi sembra più che opportuno. Anzitutto va detto che il testo del Paolo ha fatto da battistrada a vari altri testi che sono stati pubblicati successivamente, tutti più o meno rispondenti alle stesse domande del Paoli che abbiamo messo in evidenza inizialmente. In particolare devo segnalare "L'idea di città nel mondo romano" di Lidia Storoni Mazzolani, uno dei più recenti, che prende vari spunti da Paoli. Al contrario, un testo che può aver dato molti spunti al Paoli è quello dello storico francese Jerome Carcopino, "La vita quotidiana a Roma ". Entrambi i volumi saranno oggetto di una prossima presentazione.