Pratica abbastanza inusuale per quel periodo, il giovane francese Paul Marleau trascorre l’estate del 1963 in Germania per perfezionare la sua conoscenza della lingua grazie ad un soggiorno presso la famiglia del suo corrispondente. A Kehlstein, il piccolo paese di montagna che sembra essere stato solo sfiorato dalla guerra, il giovane vive esperienze che segneranno tutta la sua vita futura. Innanzitutto l’incontro con Clara Lafontaine, una ragazza bella, ma enigmatica e solitaria, figlia di un medico che, come la moglie, porta ancora profondi segni del conflitto mondiale:
“In Germania i ricordi della tragedia pesano ancora in modo spaventoso, anche se nessuno li evoca. Le loro ombre aleggiano sulla falsa calma del dopoguerra, intorno alle indelebili tracce della violenza e sulle rovine. Un velo di non detto smorza la gentilezza della gente e agita l’apparente innocenza delle cose”.
In comune i due ragazzi hanno la passione per l’arte visiva: Clara è sempre intenta a filmare e a fotografare persone e oggetti, Paul a riversare e a trasfigurare su un album da disegno ciò che il suo sguardo acuto percepisce, oltre agli impeti ed alle emozioni tipiche di un adolescente. Li lega anche l’aver condiviso la percezione che, nonostante la guerra sia finita da diciassette anni, sotto un’apparente innocenza, a Kehlstein continuino ad aleggiare i fantasmi del passato. Come racconta la ragazza in una lingua che non è la sua, essi si sono materializzati un giorno nel bosco che circonda una radura e il lago Nero.
E’ lì, infatti, che Walter Moritz, un commilitone del dottor Lafontaine, è stato ritrovato ai piedi di un albero con i figli stretti fra le braccia, privi di vita.
Anche Paul conosce il significato della morte, ne ha fatto esperienza a dodici anni, quando una telefonata da Parigi ha messo al corrente la madre dell’assurda morte del padre, ucciso nei Giardini del Luxembourg forse da un balordo, da qualcuno che lo odiava, o forse in seguito alla sua eroica condotta durante la Guerra d’Algeria
Il soggiorno in Germania ha obbligato Paul a crescere in fretta, ad assaporare per la prima volta il distacco, l’assenza di ogni cosa familiare. Il ritorno a Parigi, presso l’albergo dove un ricco zio gli ha messo a disposizione un appartamento che divide con la madre, lo vede in preda ad una rinnovata energia che lo spinge ad andare avanti e gli infonde una vaga promessa, come di una rivelazione. E solo un anno dopo, il ragazzo riceve la prima di una lunga serie di visite da parte di Clara. Periodicamente, infatti, la ragazza, e poi la donna, che, fin dal loro primo incontro, sentiva già di essere in Germania solo “di passaggio”, incapace di “fedeltà alle cose importanti per i tedeschi”, è protagonista di brevi ma intense apparizioni nella vita di Paul, al quale è legata da un sottile filo di inquietudine.

Lidia









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