Nel prossimo mese di giugno si terra a Londra al London´s Craft Center, una grande mostra, dal titolo “Well Fashioned: Eco style in the UK”.
Stiamo parlano dell’ultima moda seguita da sempre più numerosi gli stilisti e da grandi aziende, che si convertono al verde ed a quella che ormai tutti definiscono ecofashion.
Si tratta di un nuovo look a basso impatto ambientale, che spesso dissimula anziché esibire la vera natura delle materie prime utilizzate. Borse fatte con tappi di cocacola, scarpe costruite utilizzando due bottiglie e mezzo di acqua minerale in plastica, e abiti da gran sera realizzati utilizzando fibre di mais, germogli di bambù e alghe giapponesi e, udite udite, pantaloni realizzati coi copertoni e giacche costruite con i cartoni delle uova.
Pare che non si tratti più di un fenomeno di nicchia, da hippy, bensì di una vera e propria tendenza che fa anche classe, e soprattutto dal bassissimo impatto ambientale.
Una moda che serve anche a fare chiarezza. Pochi infatti sanno, per esempio, che il cotone, è una delle fibre a più alto contenuto chimico. Le piantagioni di cotone assorbono il 25 per cento della produzione mondiale di pesticidi. E poi c´è la lavorazione successiva: i detergenti, gli sbiancanti, i coloranti, gli antiparassitari.
Tra le aziende più interessate la Levi Strauss, Patagonia, Gap, i grandi magazzini Marks and Spencer enbsp;la Nike, che ha lanciato la linea Organic. Cotone biologico, coltivato senza fertilizzanti di sintesi e senza pesticidi, e senza l´aiuto di trattamenti chimici.
Bono degli U2 e sua moglie Ali Hewson, tra i testimonials più agguerriti, hannonbsp;creato una linea di abbigliamento ecofriendly chiamata Edun della quale abbiamo già parlato in un precedente intervento.
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