Il figurino è della ditta Soldiers e fa parte della oramai lunga serie di soggetti di epoca romana realizzati dal bravissimo Adriano Laruccia.
Il signifero, appartenente alla III Coorte pretoriana-Regno di Domiziano, è colto in modo magistrale nello sforzo di sostenere la pesante insegna.
Il montaggio è di media difficoltà; occorre, nel fissare le braccia, verificarne l’allineamento per potere inserire l’asta.
Quest’ultima non sostiene il peso della parte superiore più consistente e si piegherebbe sopra l’impugnatura della mano sinistra.
Si deve ovviare sostituendo la parte “lignea” con un tondino di ottone dell’opportuna sezione al quale verranno fissate, forandole, la parte superiore e l’estremità inferiore.
Questa è stata a sua volta fissata con un perno nella mano destra.
Infine la pelle di leone necessita di qualche stuccatura nella giunzione con la testa.
Pittura.
Tutte le parti in metallo sono state trattate con uno spazzolino morbido di ottone.
Il metallo “bianco” dell’insegna e dell’elmo è stato poi lavato con una miscela di nero d’avorio e terra d’ombra ad olio 5:1, diluita abbondantemente in white spirit o trementina (quest’ultima però puzza non poco); il metallo “giallo” (insegna, elmo e fodero della daga) è stato trattato con miscela di oro per tipografia e terra d’ombra usando poi i due componenti per luci ed ombre. Il tutto è stato poi trattato con smoke grey tamiya diluito.
Anche la cotta di maglia è stata lucidata e lavata con la miscela nero d’avorio e terra d’ombra ad olio.
Ad asciugatura avvenuta sono stati fatti dei lavaggi con nero opaco molto diluito nelle parti in ombra e nelle pieghe per attenuare la lucentezza dove la luce non arriva.
Per tutti gli altri colori sono stati usati gli acrilici vallejo.
Per l’incarnato è stata usata la miscela suggerita in passato su questo sito (“una mescola per gli incarnati in acrilico”, 23/01/2003).
Per la pelliccia di leone, dopo avere steso una tinta di base ottenuta con orange Brown + gold Brown, sono stati effettuati una serie di lavaggi e di dry brush usando svariate differenti tonalità di marrone per rendere al meglio la grande varietà di toni e di colori presenti nel manto di un animale (questo vale in generale anche per pelli di lupo o di orso).
Inoltre è sempre consigliabile, almeno per le prime volte, avere sott’occhio una foto del manto da riprodurre.
Le altre parti (scudo rosso e tunica bianca) sono sate dipinte secondo procedure “standard” per questi due colori.
Infine la base: è stata creata molto semplicemente con del DAS, arricchito da qualche sassolino ed erba sintetica poi dipinta con vari toni di giallo e verde.
Il figurino è stato premiato alla mostra di Terracina (2004) come miglior pezzo soldiers e ad Euroma 2004 come miglior romano categoria standard.
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Marco Berettoni [Gallery] Figurini.it |
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Giaba (Giacomo Banche)










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