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Interviste e interventi

Suoni e memorie: Bianchini "racconta" i Jumbo

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 20/09/2005

Daniele Bianchini, chitarrista dei Jumbo, gruppo cult dei 70, ha aggiornato, per noi, un suo vecchio articolo realizzato per una rivista messicana nel 2001 ( prima ancora dell'orrendo attacco terroristico alle Torri di N.Y.) . Per concetti e riflessioni contenute ci sembra ancora molto attuale.

foto intervento

Jumbo in concerto nel 1995

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IN PREPARAZIONE UN DVD SUI JUMBO

Al momento Daniele Bianchini sta lavorando alla realizzazione di un DVD dedicato ai Jumbo che conterrà, oltre alla musica, anche la versione digitale di molto materiale “cartaceo” degli anni Settanta (articoli, foto ecc.). Insomma un progetto interessante ed atteso per documentarsi ed approfondire, dedicato ad uno dei gruppi  che hanno fatto epoca. Suoni e memorie.

Di seguito l'articolo firmato da Daniele Bianchini

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- Non può esistere un buon futuro senza la consapevolezza del passato -
- Suoni dal passato - Orecchie nel futuro -

Brevemente, i Jumbo si incontrano a Milano alla fine degli anni 60, ma a tutti gli effetti si formarono  definitivamente in una sala d’incisione milanese nel 1970, durante la registrazione di quello che sarebbe diventato poi il loro primo 33 giri, disco registrato e mixato in una settimana .Prima di quel disco Alvaro Fella come cantautore aveva già inciso
Per la N° 1 ( l’allora casa discografica di Lucio Battisti ) alcuni 45 giri dove, guarda caso, per la realizzazione di quei brani alcuni dei musicisti impiegati sarebbero poi diventati colonne portanti del gruppo.
Fondamentalmente i Jumbo nascono dal fermento e dalla voglia di cambiamento che percorreva quegli anni –
Lo scopo era diventato quello di liberare la musica dalle canzonette dando così sfogo a una musica totale – Senza frontiere e senza inibizioni di sorta – il 45 giri ci stava stretto –
fate largo !  ARRIVA il PROG.


Del resto la musica non ha confini, non solo nei suoni e nei modi, ma anche tra i vari generi – dover etichettare un qualsiasi  “genere” di musica, a volte,  “genera” automaticamente una discriminazione che nuoce sia per chi la musica la fa sia per chi l’ascolta. E poi la musica è contaminazione tra le generazioni stesse, dividere e condividere insieme ad altri la stessa emozione.


Adoperando la musica, (strumento e mezzo per l’artista atto a comunicare trasmettendo sensazioni, emozioni, idee, pensieri e concetti ),  i Jumbo non si sono mai posti il problema di che musica fare , ma di cosa trasmettere, in quale modo sotto quale forma, evitando accuratamente cose banali scontate o peggio ancora per accattivarsi il consenso di qualcuno . Tutto è relativo alla sensibilità e all’onestà dell’artista . Più l’artista è sensibile e più inevitabilmente si finisce col descrivere situazioni o stati d’animo poco piacevoli, anche se veri, reali. Oppure, schierarsi apertamente in un contesto sociale sempre più in conflitto con se stesso, con un divario sempre più ampio tra ricchi e poveri, tra pace e guerra, tra giustizia e ingiustizia , tra morale ed immorale. A volte può suonare come un grido d’allarme o di dolore, oppure di aiuto, altre volte come  veri e propri paradossi che nel giro di breve tempo vengono prima non capiti,  poi contestati, ed alla fine dopo qualche anno, addirittura superati dalla realtà stessa delle cose.
La musica, per sua natura, ha superato già da molto tempo tutti quei falsi ostacoli e barriere che ancora oggi, ad esempio, tengono in ostaggio il mercato comune europeo o peggio ancora una vera, seria, e onesta globalizzazione.
Fonte di ispirazione per la mia musica ( e quella di tutti i Jumbo ) sono sempre stati i fatti reali che circondano tutti noi, certi atteggiamenti, comportamenti, modi di essere tipicamente umani che chiunque può vivere, incontrare e conoscere attraverso il quotidiano e la storia stessa dell’uomo. A volte un semplice titolo può risultare più efficace ed espressivo  di un testo con mille parole, ecco perché i Jumbo sono sempre stati molto attenti nella scelta e stesura non solo dei testi ma anche nei titoli dei brani e nei loro contenuti. Oggi più che mai.
Nel cd “ Passing by “ ad esempio, i titoli dei brani strumentali, e sono parecchi, rivestono molta importanza alla comprensione del brano stesso, infatti nell’interno della copertina tutti i titoli sono stati accompagnati da un sottotitolo.
Ad esempio “ Rain “,  “ Storia di una goccia “, vuole essere una riflessione su uno dei beni più preziosi ( a volte raro ) all’origine della vita stessa – L’ACQUA – elemento prezioso ma altrettanto potente ed indomabile, che nelle sue naturali manifestazioni rende l’uomo impotente 
Tante , tantissime piccole gocce tutte insieme : un oceano !
Siamo tutti come tante piccolissime gocce in un immenso, infinito mare.
“ Metropolis “  “sssssStressssSmogSettequarti” –  quante torri di Babele dovrà ancora costruire l’uomo con le sue sproporzionate megalopoli, immense colate di cemento? ……… non a caso, in contrapposizione, segue il brano
“ Piccolo fiore “ ………..Grande l’infinito !
“ Indian Reserve “ & “ Lakota “,  i due brani legati tra loro da una piccola nota vogliono essere memoria dell’attuale condizione sociale in cui sono a tutt’oggi assoggettati gli ultimi nativi americani, ( e non solo ) quali costi in vite umane , quali dissesti ecologici e stragi nel passato ha dovuto pagare la conquista del nuovo mondo. Tante e tali sono state le dissennate scelte fatte in passato, che la ripercussione di quei danni è ancora oggi visibile, annesse le sue debite conseguenze.
“Black Hole in a DNA” , “ Suoni dal passato, Orecchie nel futuro “, non vuole essere solo un richiamo al vecchio DNA – Lp del 1971 – ma anche una attenta riflessione sulla sfida alle nuove frontiere ( ai nuovi orizzonti ) della manipolazione genetica .
“Passing by” – “ andando , camminando in senso metaforico nella vita “– attraversando la vita. Resta solo da ascoltare la musica di questo brano e captare la suggestione che le note ti suggeriscono – brano realizzato con un senso ritmico ed una frase che si sviluppa su di un tempo diviso in 11 quarti –
Durante l’ascolto dell’album  “ 1991-2001 Passing by “,  cosa molto importante da considerare è che :
E’ stato si pubblicato nel 2001 ma i brani contenuti nel cd sono stati creati e concepiti negli anni che vanno dal 1985 al 1991,  anno in cui poi è avvenuta la registrazione. 1991-2001,  per quasi 10 anni quella musica su quei nastri è rimasta inascoltata. Penso comunque che la cosa migliore sia poter usufruire di una qualsiasi opera d’arte nel suo immediato contesto storico, quanto meno conoscerlo, così come bisognerebbe sempre conoscere l’artista stesso che la produce, per poter meglio comprendere l’opera e goderne nella sua interezza .
Sul retro della copertina di “ Vietato ai minori di 18 anni ? “, nel 1973,  i Jumbo decisero di riportare un breve testo che spiegasse meglio il significato della loro musica, oggi più che mai valido e applicato.
Il testo riportato era :
“Non ci siamo imbarcati nell’avventura di formare un gruppo d’avanguardia ( Progessive )  perché proprio di avventura si tratta -  per raccontarvi cose scontate o dai significati nascosti. Se seguite questo tipo di musica saprete che il nostro messaggio non si basa su formule illusionistiche di vita , ma su realtà che ci coinvolgono direttamente.
Superare con voi le  barriere dei falsi perbenismi , dei “ non si deve ” &  dei “ non si può “ !”
Oggi nel 2003 aggiungerei :
“Insieme a voi liberare e difendere la STORIA  la MEMORIA ed il SAPERE ( la cultura ) dalle facili e sempre più crescenti strumentalizzazioni.”

Suoni dal Passato – Orecchie nel Futuro.

Daniele Bianchini

 

ARTICOLI SUI JUMBO

Daniele Bianchini (Jumbo): Siamo uomini non aeroplani (Intervista)
http://guide.supereva.com/musica_progressive/interventi/2004/07/169876.shtml

Testimonianza: "On the road con i Jumbo"
http://guide.supereva.com/musica_progressive/interventi/2004/12/189601.shtml

Bianchini (Jumbo): vi racconto i Beatles
http://guide.supereva.com/musica_progressive/interventi/2005/09/225024.shtml
 

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