Sulla melanconia 2°

Melanconia comunque è formata da MELAS = nero e CHOLE’ = bile.

Per quanto riguarda la ricerca etimologica in questa prima parte, diremmo descrittiva, della melanconia, ci viene già in aiuto lo stesso Freud quando citando ANKLAGEN, per “lagnanze o rimproveri” del depresso, lo deriva (come specificato da una nota) da KLAUGEN che in origine significava “lagnanze” funebri.

Melanconia comunque è formata da MELAS = nero e CHOLE’ = bile.

MELAS poi deriva dalla radice indoeuropea MEL che ha numerosi omofoni e significa “infelice, sventurato” ed inoltre, chiarendone il senso, anche&#nbsp;di “vano ed inutile”. La specificità poi sia sul fronte fisico&#nbsp; (assenza di forza, spossatezza tipica del depresso), sia su quello morale di questa autopercezione di inettitudine, ci giunge dalle due voci latine, sempre originate da MEL, di MALIGNUS, che sottolinea con i significati di “scarso, piccolo, debole, sterile, improduttivo” il riscontro della rappresentazione della propria inabilità fisica e di&#nbsp;MALUS che oltre ad esasperare i contenuti precedenti con “brutto e deforme”, ne dilata il senso fisico alla sfera morale con “malvagio, immorale, abbietto, perverso lasciando intravedere il senso di colpa così caratteristico di questa sindrome.

Ma una delle scoperte più emozionanti che abbiamo fatto lavorando sul termine Melanconia è quella relativa al ritiro narcisistico. Intanto CHOLE’ si forma dalla radice G(W)HEL. Da questa radice poi deriva il verbo KOLYO che significa “distogliere”; ma “dis-togliere” connota la prospettiva del togliere “in senso opposto”, rispetto alla direzione originaria, per il significato non solo negativo ma specificatamente di “inversione di marcia e di distacco” della preposizione “dis”.

Inoltre aggiungiamo che il già ricordato termine MELEOS significa “senza affetto”.&#nbsp;Pertanto tramite queste connessioni etimologiche siamo in grado di leggere chiaramente all’interno della parola stessa un “senza-affetto, distogliere”,che riassume in sé, meravigliosamente, in senso polivalente, ma non confuso, l’intero processo dinamico del ritiro narcisistico.

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Pubblicato il giovedì 15 giugno 2006 in: Psicoanalisi

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