L’INFINITO di Giacomo Leopardi

…Ma sedendo e mirando, interminati spazi al di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete…. e mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva il suon di lei. Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce il questo mare.

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Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

e questa siepe,

che da tanta parte

dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

&#nbsp;

Ma sedendo e mirando,

interminati

spazi al di là da quella,

e sovrumani

silenzi,

e profondissima quiete

&#nbsp;

Io nel pensier mi fingo;

ove per poco

il cor non si spaura.

E come il vento

odo stornir tra queste piante,

io quello

infinito silenzio

a questa voce

vo comparando;

&#nbsp;

e mi sovvien l’eterno,

e le morte stagioni,

e la presente

e viva il suon di lei.

Così tra questa

immensità

s’annega il pensier mio:

e il naufragar m’è dolce il questo mare.

&#nbsp;

Giacomo Leopardi&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;

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Pubblicato il giovedì 22 luglio 2004 in: 12 Poesia Psicoterapia Emozioni

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