UN DIVORZIO "AMICHEVOLE" tratto da Milton H.Erickson

Milton H Erickson trattò una coppia che voleva divorziare. Avevano già fissato la data... Ma desideravano non avere rimpianti, o sensi di colpa per quanto facevano. Erickson, si trovò d’accordo con una impostazione così serena, non li contraddisse, anzi li incoraggiò, una prescrizione del sintomo che poteva correggere la malattia “desidero che prepariate bene il vostro divorzio!”...

L’atto sessuale, è il momento finale di tutta una serie di atti che devono essere compiuti.

L’atto sessuale avviene, naturalmente, per occupazione progressiva di tutti i canali sensoriali e per una affinità psichica ed una condivisione che diviene desiderio.

Il desiderio è un insieme progressivo di fattori, che considerati individualmente apparentemente significano poco ma che sommati tra loro ….

Lo specchiarsi nell’altro, il guardarsi, la cura di se , il trovare il tempo per fare tutto questo e per mantenere gesti di minuta intimità, come il tenersi mano nella mano, lo sfiorarsi,l’accarezzarsi, il parlare e l’ascoltare, la condivisione delle cose, la comunicazione delle difficoltà, il creare l’occasione e il modo per manifestare tutto questo.

Milton H Erickson trattò una coppia che voleva divorziare.

Avevano già fissato la data: due mesi dopo.

Ma desideravano non avere ripensamenti o sensi di colpa per quanto facevano.

Erickson, si trovò d’accordo con una impostazione così serena, non li contraddisse, anzi li incoraggiò: una prescrizione del sintomo ….

“desidero che prepariate bene il vostro divorzio!”

Li stimolò ad andare a cena in un certo locale, rinomato per la sua atmosfera.

L’uomo protestò un po’, dicendo che non vedeva il caso di fare questo visto che dovevano divorziare.

Erickson ribadì che dovevano preparare bene il loro divorzio e che neppure il più bel locale del mondo avrebbe potuto e dovuto cambiare le loro convinzioni.

Questo poteva bastare per poter tranquillizzarli entrambi visto che toglieva loro qualsiasi ansia per quello che poteva succedere, dato che non doveva succedere.

Il locale era gradevole, il lume delle candele accese, la musica, la pista da ballo, la tavola curata, il cibo piacevole a gustarsi.

Dapprima erano distaccati tra loro, poi iniziarono a parlare, parlarono della divisione delle cose di comune accordo, di quello che avrebbero fatto dopo, e lui scoprì delle nuove cose in lei che non immaginava e ne fu stupito, anche lei scoprì che lui aveva delle idee completamente nuove sulla propria vita, e si rese conto di condividerne molte.

L’orchestra suonò un motivo che ambedue amavano, e superato un momento di imbarazzo, nessuno dei due ci vide nulla di male nel ballare, visto che le cose erano già così definite e chiare.

La serata trascorse piacevolmente.

Tornarono da Erickson, che era compiaciuto per come procedeva quel divorzio così amichevole e ricordò loro la data che si erano prefissati.

Erickson procedeva per gradi, prendendosi il tempo che occorreva, senza mai forzare lasciando che tutto emergesse (se doveva emergere …) dall’inconscio.

Prescrisse che si occupassero della divisione delle cose, tralasciando il futuro che li avrebbe visti percorrere strade nuove e diverse.

C’era una casa che dovevano vendere, in cui c’erano delle cose che desideravano entrambi.

Erickson propose che ci andassero insieme in quella casa, avrebbero fatto un unico viaggio, nel tragitto avrebbero avuto modo di parlare ancora di come risolvere altri problemi legati al divorzio, si sarebbero immediatamente accordati senza ulteriori discussioni, tanto nulla poteva cambiare il loro desiderio di divorziare, e di farlo in modo amichevole.

Ci andarono insieme.

Tornarono da Erickson dicendo che c’erano altre cose che avrebbero dovuto affrontare insieme, perché così tutto era più semplice e avrebbe evitato spese legali e ulteriori problemi futuri.

Erickson “a malincuore” li accontentò ma ricordò loro la data del divorzio che si erano prefissi.

Quando tornarono da Erickson la donna disse che avrebbe aiutato il marito nella attività che lui aveva intenzione di iniziare, perché ne condivideva molti aspetti.

Erickson “dispiaciuto” li accontentò, dicendo che non c’era nulla di male nel fare questo, e che era meglio farlo ora visto che dopo non si sarebbero più rivisti, e ricordò loro la scadenza della data prevista per il divorzio.

Dopo due settimane tornarono.

Il marito si scusò con Erickson per la notizia che stavano per dargli.

Di comune accordo loro avevano deciso di soprassedere al divorzio e di annullare la data della udienza.

Erickson era “molto dispiaciuto” e dovette riconoscere il “fallimento” della sua terapia.

La naturalezza delle cose:

quello che è accaduto doveva accadere,

se non fosse accaduto

avrebbero rafforzato i motivi del loro divorzio non trovando più una condivisione nel loro presente e nei progetti del loro futuro.

Assecondare le cose:

e allora tutto riprende a scorrere, ma non solo nella direzione apparentemente voluta, ma in tutte le direzioni possibili, nelle quali, magari si scopre la propria.

Liberamente tratto dai racconti didattici di Milton H.Erickson

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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Pubblicato il 15 ottobre 2004 in: 4 Psicoterapia AMORE

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