
Considerare gli animali non solo come servizio e cibo, ma come esseri, compagni della propria esistenza, rispettandoli.
L’essere umano comincia ad avere la consapevolezza che è necessario sviluppare un maggiore rispetto delle loro esigenze biologiche, delle loro caratteristiche comportamentali, del loro habitat, del loro benessere psico- fisico, che si traduce alla fine in un ritorno sull’essere umano ..
Vi è una nuova attenzione e sensibilità nei confronti del mondo animale ed un nuovo riconoscimento sociale: l’animale come compagno, l’animale come essere con cui confrontarsi,

l’animale come “essere” sosteneva Konrad Lorenz dotato di una sua sensibilità e di una sua coscienza, con gioia e sofferenza animale, non necessariamente codificata ed estrinsecata su quella umana.
Konrad Lorenz, padre della Etologia moderna, aggiungeva “l’uomo è troppo presuntuoso…gli animali hanno una coscienza. L’uomo non è il solo ad avere una vita interiore soggettiva”

Una comprensione nelle due direzioni, l’essere animale che comprende l’essere umano e l’essere umano che comprende l’essere animale…diceva Milton H Erickson “a me piacciono i maiali ed io piaccio ai maiali perché io so grattarli nel modo in cui a loro piace di essere grattati”
Stupirà sentire queste affermazioni di Milton H Erickson, il padre della Psicoterapia moderna, paragonabile per importanza ed innovazioni solo a quello che ha creato Sigmund Freud nel campo della Psicoanalisi, (Milton H.Erickson è stato l’ispiratore di tutte le moderne psicoterapie e della Comunicazione moderna, da Bateson, Bandler, Grinder, Ernest Rossi, Margaret O Ryan, Haley, Rosen, Watzlavick)
ma Milton H.Erickson era un tipo particolare, al limite del comportamento umano con molte caratteristiche dell’essere animale (inteso ovviamente come un complimento) Una volta Milton H.Erickson espresse a Sidney Rosen, psichiatra, psicoanalista (Presidente della New York Society for Ericksonian Psycotherapy and Hypnosis) la sua stima dicendogli “ tu mi sei piaciuto subito e poi avevi anche regalato una rana gialla a mia moglie”

Il rispetto degli animali comprende tutta una serie di azioni che va nella loro direzione e che può essere in contrasto con i nostri atteggiamenti mentali.
Per esempio ci sono cose che a noi piacciono, ma che a loro non piacciono e di cui dovremmo tenere conto, ma la nostra mancanza di rispetto verso gli altri esseri umani si riflette anche verso l’essere animale, ed il nostro rispetto per loro diviene un atteggiamento formale e di superficie che non cala nel profondo.
Il 31 Dicembre di ogni anno noi lo festeggiamo con petardi e botti, ma non teniamo conto dell’essere animale.
Un 31 dicembre sentii un gran raspare alla porta, l’aprii ed entrarono uno dietro l’altro, nell’ordine i miei due cani, i due gatti (Romeo e Giulietta) e una quinta piccola ombra.C’era qualcosa che non andava perché io possedevo (termine improprio, ma esplicativo) solo 4 esseri animali! Appurai che la quinta ombra era un piccolo topolino, che aveva seguito gli altri.
In quella sera non ci fu verso di ripristinare l’ordine naturale delle cose, i gatti non vollero saperne di fare fuori il topo, ma si rifugiarono in un angolo di casa.
I botti ed i petardi avevano sconvolto il loro equilibrio normale sottoponendoli ad una situazione di stress emotivo che aveva sconvolto ed invertito il loro comportamento abituale.
Quello che a noi piace spesso a loro non piace.
Dovremmo tenerne conto quando parliamo di esseri animali, accettandone la loro diversità e non spiegando tutto secondo le nostre esigenze e le nostre concettualità.Anche se non stupisce che ciò avvenga visto che attraverso le nostre concettualità spieghiamo i comportamenti e le emotività degli esseri umani, allo stesso modo facciamo con gli esseri animali. Costruiamo l’universo con l’idea che abbiamo del nostro mondo individuale, in un atto di presunzione, come sosteneva Konrad Lorenz, che ci confina nel nostro piccolo mondo.

Nella letteratura vi sono esempi di similitudini e di interazione essere umano e essere animale, interazioni di reciproci comportamenti, e di apprendimenti, dal mondo greco: “Le favole di Esopo”, dal latino: “Le favole di Fedro”,
dal mondo anglosassone: “La fattoria degli animali di Orwell” “I viaggi di Gulliver” di J.Swift fino ad arrivare in tempi moderni a Konrad Lorenz con “L’anello di Re Salomone”
fino all’animale come metafora e psicoterapia.
Nel 1700 e specie nel 1800, in particolare nel mondo anglosassone, più attento ed emancipato rispetto al mondo latino nel calarsi nella realtà del quotidiano e del sociale, si cominciò ad osservare il beneficio ed il miglioramento della qualità della vita dovuto alla presenza di animali domestici, quali cani e gatti, sulla psiche e sullo stato di salute psico- fisico degli esseri umani.
Si osservò che nei malati mentali il rapporto essere umano-essere animale poteva contribuire a stabilizzare un equilibrio precario, a dare degli imput affettivi, e ad acuire l’interesse verso il mondo esterno, invertendo l’attenzione e la chiusura esasperata dell’individuo dentro se stesso, dove trovava dolore o problematiche, che non riusciva ad affrontare.
Nella seconda del 1800 in Francia si sperimentò l’ippoterapia: il rapporto cogli esseri cavallo in pazienti affetti da turbe neurologiche.
In realtà Ippocrate, il padre della Medicina, nella antica Grecia, si era reso già conto della importanza del rapporto essere umano-essere cavallo, inteso come elemento che allontanava gli stress e le tensioni, e dava luogo ad una diversa percezione della corporeità.
Ma non vi era ancora una codificazione del sistema terapeutico essere umano-essere animale, ma solo profonde intuizioni e dati empirici non codificati a sistema di intervento e di insegnamento.
E’ solo nei primi anni sessanta che Boris Levinson, psichiatra infantile; affrontò scientificamente la possibilità degli animali d’affezione di divenire una terapia e non solo una compagnia affettiva,
lo affrontò con pazienti affetti da turbe psicologiche gravi e inventò il termine “Pet Therapy”nel suo libro “Dog as Co-Therapist” (Il cane che diviene un nuovo tipo di terapeuta: il co-teraputa)
Il cane inteso come soggetto e non più come oggetto, inteso come un essere.
Il rapporto con un animale, sostituisce affetti mancanti o carenti,
l’animale pur facendo comprendere a quel uomo che è il centro del suo universo diventa un tramite, per nuovi e stimolanti contatti tra le persone, un animale favorisce la socializzazione, basta che voi osservate persone sconosciute che si incontrano per strada che si mettono a parlare dei loro animali.

Tale concetto è espresso nel film animato della Disney “la carica dei 101″ dove i dalmati che si incontrano, mutano la vita ed il destino dei loro “padroni” umani
Anche se questo è solo un film, e non sempre nella vita i sogni diventano reali , questa possibilità di incontro che genera conversazione, gioco, riso, apertura mentale e confronto è sempre verificabile. Il cane, ma in realtà qualsiasi animale facilita la comunicazione tra persone sconosciute.

Nello schizofrenico, che inverte e confonde la realtà, con un desiderio di realtà irreale, un misto di sogno e fantasia, intercalato da ragionamenti complessi, secondo uno schema mentale molto personale, si può generare una diversa attenzione da se stesso, una sua polarizzazione verso l’esterno che prima non valutava e non comprendeva.
Nello psicotico schizofrenico può nascere a volte un concetto stranamente invertito del rapporto essere-uomo ed essere-animale….arrivando a dire “Non sono gli animali a farti compagnia, sei tu che fai compagnia a loro”
Se una persona ti dice una cosa del genere, paradossale ed invertita . ha scoperto un suo nuovo ruolo: un qualcuno oltre se stesso, ed attraverso questa scoperta può rientrare nel mondo degli esseri umani “normali” e cessare di rimanere nel suo mondo a parte.
Un depresso sfiduciato del mondo, per i suoi comportamenti, per la sua conflittualità, per i suoi miti, può trovare nell’essere animale una semplicità comportamentale, una sicurezza affettiva, ed una comunicazione non verbale che va oltre il limite delle parole, che l’essere umano usa.
L’essere umano non deve più spiegare e rispiegare, con la continua paura di essere frainteso, perché l’essere animale comunica con lui a livello di pure emozioni, uno sguardo, un contatto corporeo…
Un paziente mi disse “quando pensi di dover dire qualcosa ad una persona è meglio tacere perché poi ci litighi è meglio stare zitti.”
Quando si ha paura di non potersi esprimere allora ci si chude a riccio e ci si alimenta di quello che si trova dentro.
Questo atteggiamento mentale rappresenta la realtà di molti, ma per fortuna ci sono gli esseri animali…..che potrebbero insegnare molte cose agli esseri umani….
L’uomo attraverso la parola ha imparato ad esprimere le sue ragioni ma anche a soffocare quelle degli altri.
L’uomo più ha imparato ad esprimere concetti con le parole più ha disimparato a non valutare l’effetto che procurano le sue parole.
Inoltre spesso la sua parola non trasmette quello che sente dentro…ma uno strano intreccio di ragionamenti, che tolgono significato alla parola stessa.
Le news sono rivelatrici del comportamento umano e delle sue mille sfumature psicologiche. Allo stesso tempo la psiche, nelle sue alterazioni si manifesta con fatti che danno la cronaca.
La cronaca è psiche perché la psiche individuale e collettiva determinano come evolvono le cose.
Un vicino di casa aveva litigato, violentemente, con un anziano 80enne , offendendolo pesantemente.
L’anziano ne era rimasto scioccato, perché era un uomo mite e rispettoso, non aveva mai litigato con nessuno. Lui sentiva di avre subito qualcosa di pesante, di vergognoso ed era ossessionato da questo pensiero ricorrente.

Come più volte affermato anche dallo stesso Milton H.Erickson, non conta tanto la gravità di quanto si subisce, ma come lo si elabora dentro quello che si subisce.
E così avvenne per quell’anziano… la vergogna, lo sconforto, l’incredulità per quanto subito lo portò a suicidarsi.
Il comportamento dell’essere umano è peculiare, non si rende neppure conto delle conseguenze delle sue “ragioni” perché valuta solo le “sue ragioni” e quasi mai quelle degli altri.
L’essere umano che si contraddistingue nelle arti e nelle scienze, ha delle straordinarie deficienze di comprensione e di umanità, che invece possiede l’essere animale.
Sono le persone sensibili ed emotive quelle che maggiormente traggono beneficio dal rapporto con l’essere animale, perché nell’essere animale ritrovano le stesse caratteristiche che non ritrovano negli altri esseri umani.
L’affermazione che spesso si sente “io preferisco gli animali” fino ad arrivare allo estremo di Brigitte Bardot che in una delle sue numerose interviste afferma “io amo solo gli animali e non sopporto gli uomini, perché sono degli str ” nascono da una profonda disillusione verso l’essere umano, che l’essere animale sa colmare.
Se il progresso umano ha portato a tutto questo, forse è necessario fare un passo indietro e ricominciare con altri principi e cercare nuovi orizzonti, ispirandosi al mondo animale, recuperando l’affettuosità per le cose e per gli altri.
Anatra direbbe che ama gli esseri umani che assomigliano agli esseri animali, ma Anatra è una proiezione, una semplificazione,un desiderio, un fantasma che acquista corpo nelle ombre della sera.
L’essere animale può diventare terapeutico in tutte le situazioni conflittuali normali, nelle situazioni da stress, specie per i bambini e gli anziani, perché si realizza nelle due direzioni essere umano-essere animale il ritorno ad una situazione affettiva, primordiale ed essenziale.
Nelle Disabilità, l’essere animale, in particolar modo il cane,il gatto, il cavallo, diventano oltre che uno stimolo continuo al movimento e alla distrazione, compagni che sanno attendere i ritmi dell’uomo, stimolandolo e nel contempo aspettando una sua interazione, con la pazienza e l’assiduità che solo gli animali sanno avere.
Accarezzare un essere animale : la percezione fisica dell’essere animale diventa uno stimolo al riconoscimento di un’altra corporeità e può portare al riconoscimento e alla accettazione della propria, dapprima misconosciuta.
La presenza dell’essere animale, nella sue variegate specie, porta ad una attenzione positiva verso l’esterno, al riconoscimento di ritmi e riti altrui, alla attenzione diversa verso le cose, favorisce lo scambio di affettività e ne genera gli impulsi primordiali, realizza un nuovo e variegato canale di comunicazione verbale e non verbale attraverso sguardi che divengono carezze, e in ogni caso distolgono l’essere umano dalla attenzione estrema verso se stesso e verso le sue problematiche e il suo dolore psichico o fisico.
Si sono notati evidenti miglioramenti dello stato psicologico dei bambini che ricoverati in ospedale piombano in uno stato di depressione, dovuta alla mancanza del loro ambiente affettivo, dei loro amici, genitori, delle loro abitudini, della loro casa, fattori che si uniscono e si sommano alla paura, all’ansia, al dolore che provano in ospedale.
Il bambino attraverso l’essere animale trova un rapporto coinvolgente fatto di percezioni, immagini, e suoni,
e tale coinvolgimento emotivo, attraverso suoni, immagini, e percezioni, quando è così completo, come afferma Milton H Erickson, è talmente totalizzante che distoglie e scema qualsiasi altra cosa presente in quel momento.
divenendo una magica e positiva ipnosi che viene introiettata.
Lo stesso giovamento, oltre ad uno stimolo dinamico, ideatorio e del sentirsi importanti per qualcuno, lo si nota negli istituti che raccolgono gli anziani e che spesso diventano una specie di lager; tale situazione di abbrutimento è invertita e modificata dal rapporto con l’essere animale.
Riporta il sito del ministero della Salute
“Gli animali che vengono abitualmente coinvolti nella pet-therapy sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli, pesci, delfini.
Il cane ha un rapporto privilegiato con l’uomo sin dalla preistoria e sono frequenti le occasioni in cui possiamo apprezzarne la collaborazione e, talvolta, l’abnegazione. Per questo viene impiegato di frequente quale co-terapeuta…Anche il gatto è utilizzato nella pet-therapy: per la sua indipendenza e facilità di accudimento, lo si preferisce per persone che vivono sole e che, a causa della patologia o dell’età, non sono agevolate negli spostamenti. Criceti e conigli sono diffusi nelle nostre abitazioni: osservare, accarezzare e prendersi cura di questi animaletti può arrecare grande beneficio soprattutto a quei bambini che stanno attraversando una fase difficile nella loro crescita. Il cavallo, attualmente, oltre ad attività sportive o ricreative, viene utilizzato per l’ippoterapia, medica, psicologico-educativa, riabilitativa, …. A beneficiare dell’ippoterapia sono soprattutto i bambini autistici, i bambini Down, disabili, persone con problemi motori e comportamentali. Da alcuni esperimenti effettuati su gruppi di anziani, è stato rilevato l’effetto benefico derivante dal prendersi cura abitualmente di uccelli, in particolare pappagalli. E’ stato constatato che l’osservazione dei pesci di un acquario può contribuire a ridurre la tachicardia e la tensione muscolare, agendo così da antistress. I delfini occupano un posto privilegiato ….L’amicizia tra uomini e delfini è di vecchia data ed il loro utilizzo quali co-terapeuti si è rivelato particolarmente efficace per la depressione ed i disturbi della comunicazione. La delfino-terapia è utile anche per i pazienti autistici che li aiuta, in molti casi, ad uscire, almeno parzialmente dal proprio isolamento. …. ”
Scrive ancora il sito del Ministero della Salute ” La terapia assistita con animali dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet- therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma.”
La Pet Theraphy coinvolge molteplici figure professionali umane, oltre l’essere animale
ed è stata codificata da un protocollo, in cui è illustrato come l’animale debba essere impiegato, e, già quì, emerge un primo stridore, perchè quando si sente usare il termine “animale” c’è sempre il legittimo timore che divenga, sia pure nella nobiltà degli scopi, un mezzo, per ottenere degli effetti terapeutici.
E che non ne venga poi riconosciuta la sua essenza e la sua peculiarità di Essere animale….
Concepire l’essere animale come un mezzo diretto ed addestrato per ottenere certi risultati, che siano poi oggettivabili in ricerche e statistiche, potrà distogliere l’essere animale dalla sua spontaneità comportamentale ed emotiva,che è proprio quella “Terapeutica” che l’essere umano ricerca nell’essere animale.
Questo è sempre un rischio delle cose belle, che vengano codificate in protocolli che fanno perdere l’anima e l’essenza delle cose.
Gli uomini hanno sempre bisogno di codificare e di globalizzare tutto ma così facendo si perdono le caratteristiche peculiari del singolo essere e della sua realtà di individuo animale con una sua coscienza animale, come diceva Lorenz.
Ed allora la Pet Therapy potrebbe rivelarsi un altro degli ennesimi sogni che gli uomini sanno fare e nello stesso tempo anche infrangere.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini









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