Il Castello di Partistagno

A guardarlo da lontano e dal basso il Castello di Partistagno incute rispetto e timore, tanto appare lontano e sopraelevato....Ti sembra di perderti in quel bosco e poi quando già ti ritieni al di fuori del mondo, come immerso in un tragico scherzo, ti appaiono le prime mura del Castello. Vale la pena salire fin qui, vale la pena per i silenzi, per l’atmosfera, per la vista che si può godere affacciandosi dalle sue finestre ...Si domina la vallata e si libera la mente confondendosi nel verde dei prati a valle e nell’azzurro del cielo....

Il Castello di Partistagno Località Attimis (UD)

Fonte il museo della terra dei nove castelli Attimis UD “Costruito intorno all’anno 1000, fu inizialmente proprietà dei Conti di Attemes e in seguito dei Signori di Faedis, dal 1273 è nelle mani dei nobili Cuccagna di Partistagno.

Nell’ambito del XVI secolo il luogo viene abbandonato ed inizia la sua lenta rovina.

Sopravvive il nucleo originario sommitale

costituito dalla Casa Torre, dalla Cappella nobiliare (con affreschi della seconda metà del 300.

Tra le strutture della cerchia inf sopravvive svetta il trecentesco Platium, munito di eleganti bifore e e sviluppato su tre piani.”

A guardarlo da lontano e dal basso il Castello di Partistagno incute rispetto e timore, tanto appare lontano e sopraelevato.

Per arrivarci si sale per una stretta strada asfaltata e ben tenuta, a piedi in 10-15 minuti, e poi si arriva al tratto più avventuroso, una strada in salita in mezzo al prato e poi in mezzo al bosco di circa 10-15 minuti, in cui sembra tornare indietro nel tempo, tali sono i silenzi e le rare vestigia umane.

E’ forse il suo fascino, rispetto ad altri luoghi più illustri.

Ti sembra di perderti in quel bosco e poi quando già ti ritieni al di fuori del mondo, come immerso in un tragico scherzo, ti appaiono le prime mura del Castello.

Vale la pena salire fin qui, vale la pena per i silenzi, per l’atmosfera, per la vista che si può godere affacciandosi dalle sue finestre (bifore) in un tratto ed in un luogo che è ancora in restauro e che quando sarà terminato ripagherà del duro lavoro.

Si domina la vallata e si libera la mente confondendosi nel verde dei prati a valle e nell’azzurro del cielo.

Una nota meno poetica: portatevi del repellente per gli insetti perché qui gli insetti non vedono anima viva da secoli e quando la vedono se la mangiano.

Proseguendo verso l’alto, superata la cerchia inferiore si arriva alla cappella nobiliare di Sant Osvaldo, con i bellissimi e semplici affreschi

della seconda metà del 300.

La zona è in restauro, ed intorno alla cappella incontriamo i giovani del gruppo archeologico e geologico di Udine che stanno raccogliendo e delimitando i reperti.

Lasciamo il luogo e torniamo a valle, con un po’ di invidia per chi come quei giovani trascorrerà la giornata in quella pace.

Riproduzione riservata Gilberto Gamberini

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Pubblicato il mercoledì 17 novembre 2004 in: 15 Metafora Viaggio

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