Io mi nutro di quello che trovo dentro di me
A cura di Gilberto Gamberini
Pubblicato il 07/02/2005
In agguato anche disturbi ossessivo-compulsivi: ansia, manie, telefono e mail sempre a portata di mano, in attesa di un messaggio. ...L’amore può uccidere? Si può morire lentamente dentro, nel fingere indifferenza esteriore mentre l’anima si macera dentro e si consuma. Si può morire nel cessare di avere cura per se stessi, nel lasciarsi andare, al fumo, all’alcool o a sostanze, senza freno, in una specie di suicidio lento che elimina le capacità di sopravvivere del corpo. Si può morire con un gesto …. Come nel Suicidio giovanile...per una soluzione che sembra lì alla portata di mano ma che non è mai una soluzione, ma la fine di qualsiasi tentativo di soluzione... Da quel pieno di dolore che saturava la sua mente, fino a raggiungere quel colmo che era talmente insopportabile da fargli trovare una apparente soluzione nella morte…E’ la ghettizzazione del mio io, carico di dolore, che diventa angoscia e che diviene insopportabile da sopportare, qualunque sia la causa che lo ha generato…Già perché io potrei essere tante altre cose, solo che in quei momenti di ripiegamento su me stesso non riesco a cogliere quello che potrei diventare al di a di quel "io sono"....L’anticamera del suicidio è proprio questo: l’isolamento interiore totale ed assoluto, ed il desiderio progressivo ed inalienabile di porre fine a tutto questo...è l’intollerabile senso di sofferenza, determinato dalla solitudine e dalla impossibilità di comunicare che sembra la determinante del suicidio....Magari non succede nulla, finchè un evento scatenante fa precipitare all’improvviso la situazione, che era già in equilibrio precario...Eventi che hanno un grosso impatto nella sfera emotiva e che si è incapaci di affrontare: come la Fine di un Amore...a coloro, che, soffrono per la fine di un amore, del loro grande amore, di quell’amore che gli ha preso le forze, che gli ha preso la vita e senza il quale pensano di non poter più continuare a vivere. …. a coloro che non comprendono quella fine e continuano a non volerla vedere nei mille gesti, nelle mille sfumature, intorno a loro, e continuano ad alimentarsi della loro illusione. ..come sosteneva Milton H Erickson. Devono avere il coraggio di esprimersi, ed esprimendosi, finalmente, firmeranno un trattato di pace con loro stessi ed otterranno i loro scopi, e se non li otterranno in questa occasione, ci saranno infinite altre occasioni della loro vita. Nessuna psicoterapia potrà tornargli il loro amore: quell’amore, quella specie di unico amore. Io dico di continuare ad amare, di continuare a farlo, per loro stessi, finchè, magari, quando tutte le lacrime saranno piante, quando raggiungeranno il fondo di quel terribile pozzo, il loro sguardo si volgerà da un’altra parte, per un amore che non solo chiede ma altrettanto da. quando si renderanno conto che nulla resta da fare in quel loro presente, che è già passato, allora, si renderanno conto che può esistere un diverso futuro. Io dico di non pretendere che quell’amore venga ricambiato, se ciò non può più avvenire. L’importante è che quell’amore venga dato. …e come sempre accade, scoprirai che il più grande amore, è quello che ancora deve venire, e quando tu lascerai che le cose accadano allora le vedrai veramente accadere. Esprimi ancora il tuo amore, se lo vuoi, esprimilo fino in fondo, striscia per terra, se lo vuoi e se lo puoi, per quell’amore, ma, poi, una volta, che hai espresso tutto, una volta, che, hai svuotato la tua anima colma, devi accettare la realtà delle cose. Gioca tutte le tue carte, ma, poi, devi accettare la realtà di quel gioco. Ti sentirai stanco…come dopo aver percorso più della metà del cammino della tua vita… svuotato… Ora hai tutto fatto, ora hai tutto detto…. non ti resta che aspettare, che, tutto passi…. Non è amore quello che si trasforma in odio, non è mai stato amore, ma solo possesso. Un anima non la si possiede… non la si possiede mai, ma, la si coltiva…. giorno per giorno… come un fiore… un anima non la si rinnega, ma si continua ad amarla… anche se non c’è più. Ma le risposte sono un’altra cosa.. Noi amiamo per quello che proviamo nel cuore… Non per le risposte che otteniamo… E quell’amore, che proviamo in noi, nessuno ce lo potrà mai togliere..
Puo' uccidere il Mal d'Amore? Fonte Adnkronos Salute Roma, 7 feb. (Adnkronos Salute) “E i medici non dovrebbero prenderlo sotto gamba, come un fenomeno da romanzo dell'800 o da film. Dovrebbero essere piu' attenti e precisi nella diagnosi: 'cuore infranto', con tutti i sintomi che ne derivano. A mettere in guardia dalle conseguenze, spesso tragiche, dell'amore non corrisposto e' uno psicologo londinese, Frank Tallis, sulle pagine della rivista 'The Psycologist'. Soffrire per passione, sostiene Tallis, puo' diventare una vera e propria malattia. Poche ricerche, lamenta lo psicologo, si occupano di questo problema. L'innamoramento, in molto casi, puo' essere un'esperienza ''destabilizzante''. Soprattutto se non si e' corrisposti dall'oggetto del desiderio. ''Si perde la speranza, la disperazione cresce - commenta Alex Gardner, della Societa' britannica di psicologia, sulla Bbc news online - e si puo' arrivare anche al suicidio''. I sintomi del cuore spezzato, spiega l'autore dell'articolo, oscillano fra esaltazione e depressione, lacrima facile e insonnia. In agguato anche disturbi ossessivo-compulsivi: ansia, manie, telefono e mail sempre a portata di mano, in attesa di un messaggio. “ L’amore può uccidere? Si può morire lentamente dentro, nel fingere indifferenza esteriore mentre l’anima si macera dentro e si consuma. Si può morire nel cessare di avere cura per se stessi, nel lasciarsi andare, al fumo, all’alcool o a sostanze, senza freno, in una specie di suicidio lento che elimina le capacità di sopravvivere del corpo. Si può morire con un gesto …. Come nel Suicidio giovanile… per una soluzione che sembra lì alla portata di mano ma che non è mai una soluzione, ma la fine di qualsiasi tentativo di soluzione... Da quel pieno di dolore che saturava la sua mente, fino a raggiungere quel colmo che era talmente insopportabile da fargli trovare una apparente soluzione nella morte…E’ la ghettizzazione del mio io, carico di dolore, che diventa angoscia e che diviene insopportabile da sopportare, qualunque sia la causa che lo ha generato…Già perché io potrei essere tante altre cose, solo che in quei momenti di ripiegamento su me stesso non riesco a cogliere quello che potrei diventare al di a di quel "io sono"....L’anticamera del suicidio è proprio questo: l’isolamento interiore totale ed assoluto, ed il desiderio progressivo ed inalienabile di porre fine a tutto questo...è l’intollerabile senso di sofferenza, determinato dalla solitudine e dalla impossibilità di comunicare che sembra la determinante del suicidio.... Magari non succede nulla, finchè un evento scatenante fa precipitare all’improvviso la situazione, che era già in equilibrio precario. Come Nel Diritto a Non Uccidersi Ciò che fa precipitare le cose può essere anche un evento relativamente normale che si inserisce in una situazione psichica di sofferenza in cui la soglia delle percezioni che causano dolore e sofferenza interiore è abnormemente abbassata. ….Eventi che hanno un grosso impatto nella sfera emotiva e che si è incapaci di affrontare: come la Fine di un Amore. a coloro, che, soffrono per la fine di un amore, del loro grande amore, di quell’amore che gli ha preso le forze, che gli ha preso la vita e senza il quale pensano di non poter più continuare a vivere. …. a coloro che non comprendono quella fine e continuano a non volerla vedere nei mille gesti, nelle mille sfumature, intorno a loro, e continuano ad alimentarsi della loro illusione. ..come sosteneva Milton H Erickson. Devono avere il coraggio di esprimersi, ed esprimendosi, finalmente, firmeranno un trattato di pace con loro stessi ed otterranno i loro scopi, e se non li otterranno in questa occasione, ci saranno infinite altre occasioni della loro vita. Nessuna psicoterapia potrà tornargli il loro amore: quell’amore, quella specie di unico amore. Io dico di continuare ad amare, di continuare a farlo, per loro stessi, finchè, magari, quando tutte le lacrime saranno piante, quando raggiungeranno il fondo di quel terribile pozzo, il loro sguardo si volgerà da un’altra parte, per un amore che non solo chiede ma altrettanto da. quando si renderanno conto che nulla resta da fare in quel loro presente, che è già passato, allora, si renderanno conto che può esistere un diverso futuro. Io dico di non pretendere che quell’amore venga ricambiato, se ciò non può più avvenire. L’importante è che quell’amore venga dato. …e come sempre accade, scoprirai che il più grande amore, è quello che ancora deve venire, e quando tu lascerai che le cose accadano allora le vedrai veramente accadere. Esprimi ancora il tuo amore, se lo vuoi, esprimilo fino in fondo, striscia per terra, se lo vuoi e se lo puoi, per quell’amore, ma, poi, una volta, che hai espresso tutto, una volta, che, hai svuotato la tua anima colma, devi accettare la realtà delle cose. Gioca tutte le tue carte, ma, poi, devi accettare la realtà di quel gioco. Ti sentirai stanco…come dopo aver percorso più della metà del cammino della tua vita… svuotato… lo so, lo sento, lo vedo, lo ascolto lo comprendo, ma, verrà il momento, che, tutto ciò ti verrà tornato, aspetta nel tempo, che, il tempo faccia passare ed evolvere questo momento .. Lascia passare questa stagione del Non Amore E attendi le Tu hai detto, hai espresso, hai comunicato tutto ciò che senti e questo ti deve bastare… non puoi fare altro… Ora hai tutto fatto, ora hai tutto detto…. non ti resta che aspettare, che, tutto passi…. Non è amore quello che si trasforma in odio, non è mai stato amore, ma solo possesso. Un anima non la si possiede… non la si possiede mai, ma, la si coltiva…. giorno per giorno… come un fiore… un anima non la si rinnega, ma si continua ad amarla… anche se non c’è più. Ma le risposte sono un’altra cosa.. Noi amiamo per quello che proviamo nel cuore… Non per le risposte che otteniamo… E quell’amore, che proviamo in noi, nessuno ce lo potrà mai togliere.. Riproduzione riservata Gilberto Gamberini foto riprodotte a fini didattico esplicativi


