
Come dimenticare
la bambina dal cappottino rosso in Shindler’s list,
che vaga nella strada del Ghetto, tra i soldati scalpitanti e imbizzarriti,
come una figura estranea,
colorata,
nel mondo grigio e urlante degli adulti?
Come dimenticare
quel cappottino rosso,
tra i cumuli di corpi e di cenci,
unica nota di colore e di sapore di vita,
in un mondo senza sapore,
che ha dimenticato il suo lato umano
per appropriarsi dei peggiori incubi della sua bestialità,
che nessun essere animale potrebbe valicare?

E quell’altro bambino, che, nello stesso film,
quando il treno delle donne e dei bambini ebrei
si avvicina al campo di sterminio,
fa con la mano quel gesto,
indicando che saranno sgozzati come animali da macello?
Mille volti, di ugual orrore, che, percorrono, come un lampo,
il cammino della storia dell’uomo,
dai campi di sterminio,
alla Palestina,
dove i piccoli lanciatori di sassi
o i lanciatori di niente,
si misurano con i mostri d’acciaio della potenza degli adulti di Israele
Allo stesso modo,
i corpi dilaniati dalle bombe, in Israele,
dove altri adulti, nel nome di Dio,
seminano altro orrore negli scuola bus.
Pennarelli e matite colorate e sangue rosso,
che, si mischiano, in modo irreale,
in un paradossale spettacolo.
Non ci si smuove più per l’orrore,
perché l’orrore ha assunto le note tristi della quotidianità,
della informazione che diventa cronaca di morte .
Un mondo sempre più bestiale,
dove, i gesti animali
hanno il sapore degli antichi gesti umani,
e i gesti umani hanno, sempre di più,
il sapore moderno di un uomo,
che non semina nuova vita,
e non riesce a creare un mondo nuovo.
La dove cessano le parole,
la dove le parole sono solo respiri inutili,
inizia la guerra,
una guerra quotidiana in Iraq,
con gli “errori” degli americani,
che scuotono le coscienze di loro stessi.

Una guerra quotidiana in Iraq,
con le anonime auto bombe,
che colpiscono dove capita e quando capita,
con l’obbiettivo di eliminare chi collabora,
ma che prendono in mezzo per altri tragici “errori”
che guardano stupiti il mondo degli adulti,
che non solo non li comprende,
ma li elimina,
ed eliminandoli distrugge ogni possibile futuro.
Non c’è futuro
se si distrugge coloro che dovranno vivere quel futuro,
ecco il grande paradosso degli adulti,
che perseguono solamente gli scopi del mondo degli adulti.
Uomini neri e grigi contro bambini colorati.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
foto riprodotte a fini didattico esplicativi

gilberto gamberini









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