
La “nostra”canzone
“Esiste la comune trance di tutti i giorni,
che noi proviamo, in ogni momento,
quando facciamo una pausa e lasciamo vagare la mente.”
Il sogno si potrebbe definire una situazione di trance profonda
in cui predomina nettamente l’inconscio,
che col suo linguaggio analogico,
attinto dal serbatoio complesso dei ricordi e dei messaggi subliminali,
crea un suo film privato,
con una sua colonna sonora ed una sua scenografia.
La musica è linguaggio dell’emisfero destro,
che è lo stesso della poesia e delle emozioni.
La musica crea emozioni.
Ognuno di noi ha, nel suo vissuto, una canzone:
che lo coinvolge in modo particolare.
Quando ascoltiamo la “nostra” canzone
abbiamo piena coscienza di dove siamo,
ma la nostra mente vaga,
crea collegamenti,
rivive emozioni,
immagini e sensazioni,
anche molto lontane nel tempo,
e che resteranno nel tempo.
Il nostro ricordo è fatto di eventi ed anche di canzoni.
Quando ascoltiamo la “nostra canzone”
la nostra attenzione
è focalizzata dentro di noi
e l’ambiente che ci circonda scompare
perché seguiamo il nostro desiderio interiore,
l’assonanza che si crea con noi stessi.
E’ un sogno ad occhi aperti
che non è sogno vero e proprio, perché sappiamo sempre dove siamo,
e non è realtà,
perché volutamente ce ne distacchiamo.
E’ uno stato naturale
che noi stiamo guidando in una certa direzione,
nella direzione delle nostre emozioni,
creando una pausa dal reale.
Possiamo parlare di trance,
quando i suoni e le parole che ascoltiamo,
quando le immagini che vediamo (se ci riferiamo ad una gara canora come Sanremo)
non vengono elaborate solo per quello che sono,
ma diventano uno stimolo
per una serie di collegamenti, di sensazioni e di immaginazioni interiori,
che ci portano oltre ai confini del dove siamo e del come siamo.
Nel nostro io ancestrale: il nostro inconscio,
quello che siamo.
Riproduzione riservata Gilberto Gamberini
foto riprodotte a fini didattico esplicativo

gilberto gamberini









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