Io mi nutro di quello che trovo dentro di me
A cura di Gilberto Gamberini
Pubblicato il 05/03/2005
Arcimboldo, 1527-1593, pittore rinascimentale, che rappresenta l’uomo, nei suoi dipinti, non secondo la logica. ma per analogia e per assonanza, come ha fatto Milton H. Erickson, in tempi moderni, con la Psicoterapia. Analogia ed assonanza col suo mondo interiore e con quello che lo circonda...L’uomo e le sue stagioni, l’uomo e le diverse stagioni della sua vita...
Arcimboldo, 1527-1593, pittore rinascimentale, che rappresenta l’uomo, nei suoi dipinti, non secondo la logica. ma per analogia e per assonanza, come ha fatto Milton H. Erickson, in tempi moderni, con la Psicoterapia. Analogia ed assonanza col suo mondo interiore e con quello che lo circonda. L’uomo e le sue stagioni, l’uomo e le diverse stagioni della sua vita. L’uomo rappresentato come cibo, cibo d’amore e da gustare a tavola. L’uomo autunno, l'uomo e i suoi colori, fatto di zucca, dal sapore dolce interiore, di tartufo, dal gusto forte, che lo contraddistingue se vive e sogna, di grappoli d’uva, che hanno, ancora, in se il calore dell’estate e la sua ebbrezza, le foglie, che si colorano della sua vita e che si staccano da lui e che si spargono attorno come letto e sipario, i funghi, labili e fragili, ma saporiti quanto la sua esistenza, e patate, il sale della terra e del suo ingegno, le castagne, oltre gli aculei del suo ritrarsi, il calore della sua anima, che ha bisogno del fuoco per liberarsi. Calda fiamma che brucia ancora d’Inverno. Riproduzione riservata Gilberto Gamberini foto riprodotte a fini didattico esplicativi

